Neurochirurgia. “Le donne meno adatte degli uomini? Ma non diciamo sciocchezze”. A colloquio con la neurochirurga Zambuto

Neurochirurgia. “Le donne meno adatte degli uomini? Ma non diciamo sciocchezze”. A colloquio con la neurochirurga Zambuto

Neurochirurgia. “Le donne meno adatte degli uomini? Ma non diciamo sciocchezze”. A colloquio con la neurochirurga Zambuto
"Ho visto colleghi uomini evitare la sala operatoria e colleghe donne accettare tutti i turni di reperibilità per starvi il più tempo possibile. Se un lavoro piace, se è quello per cui sei portato, l’essere uomo o donna non c’entra". L'esperienza della dirigente del San Camillo di Roma alla vigilia del Congresso nazionale delle donne in neurochirurgia.

"Quando ho scelto medicina e neurochirurgia, non ho mai messo nella valutazione dei pro e dei contro il fatto di essere una donna. Mi sono semplicemente chiesta se ero in grado di farmi carico di tutto quello che un lavoro come la neurochirurgia comporta, non come donna, ma come persona e come medico. E la mia risposta, con l’entusiasmo di chi aveva la sua laurea stretta in mano, era sì". Così si racconta Maria Rita Zambuto, dirigente presso l'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, alla vigilia del Congresso Nazionale delle donne in neurochirurgia che si svolgerà l’11 dicembre a Reggio Emilia, presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova.
 
"Utilizzare lo stress di questo lavoro come pretesto per dire che la chirurgia non è un lavoro da donna è solo discriminazione. Ho visto colleghi uomini evitare la sala operatoria e colleghe donne accettare tutti i turni di reperibilità per starvi il più tempo possibile. Se un lavoro piace, se è quello per cui sei portato, l’essere uomo o donna non c’entra. Nel mio breve percorso – spiega la dottoressa – non ho trovato primari che mi hanno discriminato o messo di lato e svolgo la mia attività in un contesto più che favorevole e sono contenta di dire che la mia professionalità è apprezzata da chi mi dirige e dalle persone con cui lavoro. Naturalmente non credo che tutte le realtà siano perfette. Immagino che esistano ospedali dove la donna deve sgomitare un po’ di più, nei quali sia relegata a ruoli ambulatoriali contro la sua volontà, o graduatorie di merito in concorsi dove essere donna venga considerato, anche se non palesemente, una penalità. Non ho ancora figli e la realtà professionale di una donna-madre-chirurgo può essere più complessa. Ritengo che sia questione di organizzazione e di incontrare nel tuo cammino professionale apicali, a tutt’oggi ancora per la maggior parte uomini, che valutino il tuo merito indipendentemente dall’essere uomo o donna. La meritocrazia riconosciuta esclude da sé la necessità di sponsorizzare le quote rosa”.
 
 
"Credo che un neurochirurgo, uomo o donna che sia, debba saper prendere decisioni. Deve sapere cosa fare quando un paziente o, il collega da cui vai per il consulto, o il personale infermieristico, ti chiede una risposta. E credo che dare quella risposta con serenità sia una cosa tremendamente difficile. Soprattutto perché non sempre è univoca, perché magari una procedura può comportare dei rischi, ma non farla potrebbe portare a conseguenze peggiori…oppure no. E quindi devi combattere con i tuoi dubbi per ottenere la soluzione che porti al risultato migliore: fare, non fare, fermarsi, andare avanti… e non sempre c’è il tempo per chiedere un confronto. Ma, mentre fai i conti con te stesso, è importante apparire comunque decisi per dare fiducia a chi si affida a te o alla squadra che con te lavora. E per prendere decisioni sempre esatte l’unico modo è accrescere le proprie conoscenze, studiare, aggiornarsi e osservare il lavoro di chi ha più esperienza”, racconta Zambuto.
 
"Le facoltà di medicina sono piene di donne che arrivano in alcuni casi a superare gli uomini come numero d’iscritti. E quindi anche le scuole di specializzazione hanno fatto i conti, o lo faranno a breve, con una crescente presenza di candidati donne ai concorsi di accesso. Al mio primo anno di specializzazione eravamo due donne e sette uomini. Al termine dei cinque anni i nostri numeri si equivalevano. Oggi in un reparto di neurochirurgia le donne sono in minoranza e i primari sono quasi tutti uomini. Credo sia solo un fatto generazionale e che con il passare degli anni vedremo pian piano equilibrarsi queste differenze. Gli apicali di adesso sono quelli che venticinque anni fa avevano circa la mia età, quando ancora le donne chirurgo erano una 'mosca bianca'. Il mio auspicio – conclude Zambuto – è che aumenti il numero delle donne a guidare un reparto neurochirurgico, sempre sulla base delle competenze personali e mai sulla necessità di avere quote rosa.”
 

09 Dicembre 2015

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Aiop e Aris: “Preoccupazione per la mancata approvazione dell’adeguamento delle tariffe ospedaliere, così rinvio rinnovo contratto sanità privata”
Decreto PA. Aiop e Aris: “Preoccupazione per la mancata approvazione dell’adeguamento delle tariffe ospedaliere, così rinvio rinnovo contratto sanità privata”

“Nel Decreto PA era prevista una norma che, dopo quattordici anni, interveniva per la prima volta sull'adeguamento delle tariffe ospedaliere, seppur in modo parziale, riconoscendo la necessità di correggere un...

West Nile. Rete Izs: “Sorveglianza e dati per evitare allarmismi. Italia pronta”
West Nile. Rete Izs: “Sorveglianza e dati per evitare allarmismi. Italia pronta”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

Tracciabilità dei farmaci. Dal Ministero le istruzioni per il Data Matrix. Entro l’8 febbraio 2027 l’adeguamento dei sistemi
Tracciabilità dei farmaci. Dal Ministero le istruzioni per il Data Matrix. Entro l’8 febbraio 2027 l’adeguamento dei sistemi

Pronta la circolare con le istruzioni operative fornite dal Ministero della Salute per l'adeguamento al modello europeo di tracciabilità del farmaco basato sull'identificativo univoco Data Matrix. Il provvedimento, che recepisce...

Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”
Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”

“Come Paese non possiamo permetterci di perdere neanche una sola borsa destinata alla Formazione specifica in medicina generale. Questo è un tema che Ministro della Salute, il Presidente della Conferenza...