Nasce senza gambe. Possibile errore durante la morfologica. La Asl si difende: “Esame non eseguito nelle nostre strutture”

Nasce senza gambe. Possibile errore durante la morfologica. La Asl si difende: “Esame non eseguito nelle nostre strutture”

Nasce senza gambe. Possibile errore durante la morfologica. La Asl si difende: “Esame non eseguito nelle nostre strutture”
I genitori hanno dato mandato per avviare una causa per il risarcimento affermando che nessuna ecografia aveva mai segnalato la menomazione. "La gravidanza è stata seguita in ambito privato fino alla 32a settimana e l’ecografia morfologica per verificare le caratteristiche degli arti inferiori e superiori si effettua tra la 19a e la 21a settimana", si difendono le due Aziende sanitarie di Parma.

Un “errore di lettura” dell'ecografia morfologica effettuata a metà gravidanza o una sua “cattiva esecuzione” potrebbe spiegare il caso del bimbo nato il 25 dicembre a Parma privo di gambe senza che alcuna malformazione fosse stata precedentemente segnalata alla madre. A chiarire le possibili cause di questo evento, per il quale i genitori del piccolo hanno annunciato una causa per la richiesta dei danni, è Sandro Gabrielli, della Clinica Ostetrica del Policlinico S.Orsola di Bologna e coordinatore per l'Emilia Romagna della Societa' italiana di ecografia ostetrica e ginecologica e metodologie biofisiche (Sieog).

L'esame fondamentale per valutare le condizioni morfologiche del feto, spiega l'esperto, “è l'ecografia morfologica, ed in particolar modo quella che viene effettuata alla ventesima settimana di gestazione, ovvero al quinto mese. Un'ulteriore ecografia può essere effettuata alla 30/ma settimana ma, in questo periodo della gestazione, l'esame è focalizzato soprattutto alla visualizzazione e valutazione degli organi interni in formazione del feto” e “se non ci sono indicazioni particolari sulla base di esami precedenti, la visualizzazione totale degli arti può anche non esserci, complice pure la posizione del feto”.

Secondo Gabrielli, quindi, per capire cosa è accaduto “bisognerebbe appunto esaminare l'ecografia morfologica effettuata” per verificare la presenza di anomalie. Ma Gabrielli sottolinea anche che “gli esami ecografici non hanno una affidabilita' totale: stimiamo un'accuratezza intorno all'88%. Ciò vuol dire che, anche fatta l'ecografia morfologica, non si può avere la sicurezza al 100% di assenza di malformazioni”. Ci sono infatti circostanze, spiega, “in cui persino difetti importanti nel feto possono non essere evidenti all'esame: può accadere, ad esempio, nel caso in cui la gestante sia obesa, per particolari posizioni del feto e se il liquido amniotico è scarso”. In caso di dubbi l'ecografia morfologica dovrebbe essere comunque “ripetuta”.

Sulla vicenda sono intanto intervenuti oggi con una nota ufficiale i direttori generali delle due Aziende sanitarie di Parma, Massimo Fabi (Azienda Ospedaliero-Universitaria) ed Elena Saccenti (Azienda Usl). “Desideriamo esprimere vicinanza alla famiglia e comprensione per il loro dolore, impegnando i servizi delle due Aziende a garantire supporto e assistenza. Abbiamo avviato subito un’indagine: dai primi esiti delle verifiche risulta che tutta la gravidanza sia stata seguita fino all’ottavo mese in ambito privato e dunque non all’interno dei percorsi di sicurezza e garanzia del sistema sanitario pubblico o privato accreditato”.

Nella nota si spiega ancora che “dalle prime verifiche disposte tempestivamente, risulta che la gravidanza sia stata presa in carico in ambito privato e soltanto alla 32a settimana sia stata effettuata un’ecografica al consultorio della Casa della Salute Parma Centro del sistema pubblico. L’esame diagnostico ha verificato la regolarità di tutti i parametri previsti dalle Linee guida nazionali e regionali sulla gravidanza a quel periodo di gestazione. Per quanto riguarda invece le caratteristiche degli arti inferiori e superiori, il periodo in cui effettuare l’ecografia morfologica è tra la 19a e la 21a settimana, sempre secondo le Linee guida nazionali e regionali”.

“Ricordiamo ancora una volta – hanno spiegato i due direttori generali – che per ridurre al massimo ogni tipo di rischio nella gravidanza è fondamentale seguire i percorsi di presa in carico delle strutture pubbliche o dei centri privati accreditati: il sistema sanitario pubblico e privato accreditato forniscono maggiori garanzie di qualità e sicurezza per un evento così importante come l’attesa e la nascita di un bambino”.

08 Gennaio 2016

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