Tubercolosi bovina. Liguria ufficialmente indenne

Tubercolosi bovina. Liguria ufficialmente indenne

Tubercolosi bovina. Liguria ufficialmente indenne
L'intero territorio della Liguria è stato riconosciuto ufficialmente indenne dalla tubercolosi bovina. In Piemonte alle già indenni Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli si aggiungono ora le province di Alessandria, Cuneo e Torino. Nelle Marche alle già indenni Ascoli Piceno e Fermo si aggiungono le province di Pesaro-Urbino e Ancona. In questo modo Piemonte, Liguria e Marche possono essere dichiarate indenni

Piemonte, Liguria e Marche conseguono un importante obiettivo sanitario: il riconoscimento della qualifica di nuove aree ufficialmente indenni per tubercolosi bovina. Il Comitato veterinario permanente (Standing Committee for plants, animals, food and feed) ha votato a Bruxelles lo scorso 12 gennaio la Decisione di esecuzione che ratifica il raggiungimento della qualifica sanitaria. La Decisione diverrà esecutiva dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Può fregiarsi del titolo di ufficialmente indenne quel territorio che ha contenuto la percentuale di allevamenti bovini infetti da tubercolosi entro lo 0,1 % e dove almeno il 99,9 % degli allevamenti è stato dichiarato ufficialmente indenne da tubercolosi ogni anno negli ultimi 6 anni.

Nella Decisione del 12 gennaio è stato qualificato l’intero territorio della Liguria e le province di Alessandria, Cuneo e Torino, che aggiungendosi ad Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli, (già riconosciute da una precedente Decisione) hanno completato il quadro per la regione Piemonte. Per le Marche, le province di Pesaro-Urbino e Ancona si aggiungono alle già qualificate Ascoli Piceno e Fermo.

Attualmente in Italia sono sette le regioni che hanno raggiunto questo traguardo: oltre a Piemonte e Liguria ci sono, infatti, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Indenni sono anche le due province Autonome di Trento e Bolzano e a 12 province sparse in altre regioni, mentre i livelli della prevalenza permangono alti in Campania, Calabria, Puglia e soprattutto in Sicilia.

La tubercolosi bovina è una malattia infettiva contagiosa provocata da Mycobacterium bovis, che determina lesioni nodulari di tipo granulomatoso, conosciute come tubercoli localizzati in diversi sedi: linfonodi, polmoni, intestino, fegato, milza, pleura e peritoneo. È un'infezione in grado di determinare ingenti danni economici in termini di sanità animale, ma soprattutto ripercussioni sulla salute umana.

Nell’Unione Europea, in cui 16 Stati Membri (oltre alla Norvegia e alla Svizzera) e diverse regioni di Italia, Portogallo e Regno Unito hanno raggiunto la qualifica di ufficialmente indenne, la tubercolosi umana causata da M. bovis è un’infezione rara, con 145 casi confermati notificati nel 2014 e un tasso di notifica di 0.03 casi per 100.000 abitanti.

Nel nostro Paese, accanto alle norme semplicemente repressive del regolamento di polizia veterinaria, a partire dagli anni Sessanta sono state emanate disposizioni per l'esecuzione di un piano di profilassi e di risanamento degli allevamenti bovini dalla tubercolosi per l'eradicazione della malattia; disposizioni rese obbligatorie nel 1977.

Il raggiungimento della qualifica di ufficialmente indenne, con la conseguente rimodulazione dei controlli, consente un significativo risparmio di risorse che possono essere indirizzate al controllo di altre malattie. Lo status, inoltre, rappresenta un innegabile vantaggio sia per la filiera delle produzioni bovine, poiché facilita le movimentazioni di animali vivi, sia per le relazioni negoziali con i Paesi terzi, rafforzando la credibilità e l’affidabilità del nostro sistema di controlli veterinari.

20 Gennaio 2016

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