Ilva. Coinvolgere la Salute e l’Iss nelle attività di tutela ambientale e sanitaria

Ilva. Coinvolgere la Salute e l’Iss nelle attività di tutela ambientale e sanitaria

Ilva. Coinvolgere la Salute e l’Iss nelle attività di tutela ambientale e sanitaria
È questo il monito espresso nel parere favorevole, con raccomandazioni, che giunge dalla Commissione Sanità del Senato sul decreto Ilva. La relazione di D’Ambrosio Lettieri (Pdl) chiede di rafforzare l’azione dei dipartimenti di prevenzione e delle agenzie regionali anche tramite lo sblocco dei limiti alle assunzioni. 

Oggi la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha espresso a maggioranza, c’è stata un’astensione e due voti contrari, parere favorevole per le parti di propria competenza sul decreto Ilva. La relazione illustrata dal senatore del Pdl, Luigi D’Ambrosio Lettieri contiene una raccomandazione sul ruolo del ministero della Salute e dell’Iss e alcune osservazioni per un’attività di monitoraggio sulle conseguenze dannose per la salute derivanti dall’inquinamento, in particolare facendo attenzione alle donne in gravidanza e ai neonati.
 
 “Le nostre osservazioni – ci spiega il senatore Luigi D’Ambosio Lettieri – riguardano tre punti in particolare. Il primo è l’auspicio che venga previsto un ruolo attivo del ministero della Salute, o almeno consultivo, nel ambito della procedura prevista per la predisposizione del piano di tutela ambientale e sanitaria. Crediamo che il ministero in sede di predisposizione del piano debba infatti essere consultato. Altro punto è la necessità di prevedere un ruolo per l'Istituto superiore di sanità considerata l’autorevolezza, la competenza e la terzietà dell’Istituto”.
 
Da ultimo aggiunge il senatore del Pdl “chiediamo che si faccia una riflessione sull’introduzione di misure volte a salvaguardare e a rafforzare l’opera dei dipartimenti prevenzione delle Asl e delle agenzie regionali”. Se necessario, fa notare D’ambrosio Lettieri, “anche prevedendo un allentamento delle limitazioni alle assunzioni di personale che penalizzano l'operatività di questi enti, in particolare nelle regioni sottoposte a Piano di rientro”.
 
“Obiettivo delle nostre raccomandazioni è ottenere un’attività di monitoraggio delle conseguenze che possono essere pregiudizievoli per la tutela della salute derivanti dall’inquinamento facendo un più esplicito riferimento alle donne in stato di gravidanza e ai bimbi in età neo-natale”. 

24 Luglio 2013

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