Dalla Fadoi 10 regole per un reparto a “Cinque stelle”
Per questo la Fadoi, in occasione del suo XVI Congresso Nazionale in corso a Firenze dal 15 al 18 maggio, ha stilato un decalogo dove sono riassunte dieci regole da seguire per trasformare un reparto ospedaliero in un’organizzazione capace non solo di curare, ma soprattutto di “prendersi cura” dei propri pazienti.
Un reparto a “cinque stelle” che garantisca al paziente qualità e sicurezza in tutte le fasi del percorso assistenziale, dall’accoglienza in ospedale fino alle dimissioni dalla struttura.
Il decalogo, ispirato alla “Carta della qualità in medicina interna” stilata dalla Fadoi in collaborazione con Cittadinanzattiva e l'Associazione degli Infermieri Internisti Ospedalieri, è in linea con la Carta europea dei diritti del malato riconosciuta dal Comitato Economico e Sociale con parere sui diritti dei pazienti di Bruxelles, la quale si propone di uniformare i livelli di qualità nel rapporto tra Servizi.
Non si tratta solo di un “suggerimento” per i medici internisti, ma di un impegno concreto e preciso nei confronti dei cittadini per un servizio sempre migliore, nel rispetto del diritto all’informazione, alla sicurezza, all’appropriatezza, all’innovazione.
“Queste regole nascono da un’attenzione verso il cittadino e verso chi lo rappresenta – sottolinea Carlo Nozzoli, presidente della Fadoi – soprattutto per noi è prioritario ottimizzare il rapporto medico paziente”.
“Il nostro obiettivo – spiega Franco Berti, Responsabile della Qualità Fadoi e direttore dell’Uoc Medicina 3 dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma – è quello di stringere un nuovo rapporto tra professionisti e cittadini. Un rapporto diretto e non mediato dagli apparati burocratici dell’ospedale: è, infatti, il reparto, direttamente, che stabilisce una relazione con il paziente. Una specializzazione come quella di Medicina interna, che si prefigge il compito di curare il paziente nella sua globalità, non può non aderire a dei principi che esaltano i diritti del cittadino, la sua sicurezza e soprattutto l’umanizzazione delle cure mediche. Ecco perché quelle che abbiamo stilato non sono promesse generiche di qualità, ma impegni precisi e circostanziati che i medici di medicina interna nel propri reparto intendono rispettare. E che le nostre non siano semplici dichiarazioni di intenti, ma fatti concreti – ha aggiunto Berti – è avvalorato da quanto stabilito in occasione della presentazione della Carta della qualità: il rispetto delle promesse fatte al cittadino sarà valutato da un commissione ad hoc composta da Fadoi, Cittadinanza Attiva e Animo”.
Dieci regole per un ricovero a misura di paziente
- Accoglienza. L’accoglienza in ospedale deve avvenire attraverso procedure e informazioni semplici e in grado di mettere il paziente a proprio agio.
- Informazione. Ogni paziente deve ricevere un esaustivo depliant sui servizi e le informazioni del reparto dove è ricoverato con nomi e recapiti telefonici dei responsabili.
- Il tuo tempo è prezioso. Garantire tempi brevi, al massimo tre ore dopo il ricovero, per lo svolgimento della prima visita medica.
- Chiarezza. Garantire il diritto ad avere informazioni chiare e comprensibili durante il ricovero che accompagnino ogni tappa del percorso di cura.
- Condivisione. Assicurare il coinvolgimento totale e consapevole del paziente nelle decisioni che riguardano la sua salute per arrivare a un pieno consenso di quanto verrà attuato.
- Mai soli. Garantire la presenza di una figura medica ben identificata a cui rivolgersi, che ascolti, informi e accompagni i pazienti e i suoi parenti.
- No al dolore. Garanzia del monitoraggio del dolore e di terapie adeguate per prevenire e alleviarne i sintomi.
- Vitto personalizzato. Diritto a scegliere diverse opzioni di menù (salvo diete obbligate) in base al proprio gusto o credo religioso.
- Dimissioni sicure. Informazioni puntuali all’atto delle dimissioni per assicurare al paziente tutte le indicazioni mediche e comportamentali opportune per un ritorno a casa in sicurezza.
- Il tuo giudizio vale. Presenza di un sistema anonimo e garantito per la raccolta delle valutazioni sulle cure e sull’accoglienza ricevute durante il ricovero.
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16 Maggio 2011
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