Nanni Costa (Cnt): “Prosegue trend di crescita. E con nuova organizzazione risparmi per 1,3 mln. Il futuro? Tra cuori artificiali e ‘prefusori’”
Tra gli elementi più rilevanti Nanni Costa ricorda che “è cominciata l’attività di donazione a cuore fermo e sono stati fatti in Italia più di 15 trapianti con organi prelevato da donatore a cuore fermo. Poi ci sono le liste d’attesa che “sono stabili, il che è un segno fortemente positivo. La sopravvivenza dei pazienti è certamente positiva come confermano i dati che abbiamo pubblicato recentemente”. Per il direttore del Cnt si “conferma l’eccellenza del nostro paese” anche se “ci sono differenze nelle donazioni tra nord e sud (la prima regione è sempre la Toscana) ma devo segnalare che nel meridione si sta crescendo”. E in ogni caso “i valori delle migliori regioni non hanno nulla a che invidiare alle migliori performance europee”.
Ma Nanni Costa parla anche del futuro dei trapianti che marcerà su tre direzioni: donazioni da cadavere, donazioni da cadavere a cuore battente, ovvero un soggetto deceduto la cui morte si è verificata con l’accertamento neurologico, da cadavere la cui morte si è registrata per arresto cardiocircolatorio e le altre saranno le donazioni da vivente.
Tra le novità già in atto segnalate anche quelle che riguardano i trapianti di cuore. “Negli ultimi anni si è sempre detto che i trapianti di cuore diminuivano. Si, è vero ma gli impianti di cuore artificiale stanno aumentando e sta cambiando la terapia. L’unico limite sono le batterie che non sono ancora di piccole dimensioni e il paziente è costretto a girare con uno zainetto. Ma già oggi molti pazienti riescono con questi dispositivi a sopravvivere in attesa del trapianto”.
E poi tra le novità ci sono anche i ‘perfusori’. “Ormai si stanno diffondendo i cosiddetti ‘perfusori’, sistemi che dopo l’accertamento della morte, e sottolineo dopo, consentono un’ossigenazione dell’organo mantenendolo vitale dopo il prelievo riescono ad ampliare i tempi di conservazione”.
Ma un altro aspetto toccato da Nanni Costa riguarda il cambiamento organizzativo, da due anni c’è un unico centro nazionale operativo (la sede fisica sarà istituita presso l’Iss) a cui convergono tutte le donazioni, fa le assegnazioni degli organi e i programmi nazionali prima di quelli regionali e questo sta probabilmente dando un nuovo impulso e quindi riusciamo ad utilizzare meglio gli organi che sono disponibili”.
Nello specifico “attraverso questa visione generale, per esempio, abbiamo ridotto il numero dei voli per i trasporti -30% con una stima di risparmio per le regioni di 1,3 mln”.
“Abbiamo buoni rapporti internazionali – ha poi rilevato – , riceviamo organi dall’estero con degli accordi. Trapiantiamo anche bambini provenienti da fuori. Insomma sia di fronte ad una situazione di eccellenza e di grande qualità e per questo voglio ringraziare le famiglie dei donatori e tutti i colleghi. Questa è un’attività tra le più complesse che ci sia nella sanità. Vogliamo dare ai pazienti la garanzia che si lavora in maniera intensa per loro”.
Importante infine la crescita del numero dei comuni dove si può fare la dichiarazione di volontà. Grazie al nostro Piano e ringrazio il Ministro Lorenzin e l’Anci, più di 100 mila quest’anno hanno fatto la dichiarazione. Sono 1000 persone al giorno che lo stanno facendo e circa il 92% manifesta la volontà di donare l’organo. I comuni che effettuavano la richiesta di dichiarazione al momento erano 23 nel 2014, sono 454 nel 2015. Sta diventando quindi una pratica consolidata ed è destinata a crescere”.
17 Febbraio 2016
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