Piemonte. Protonterapia: la Regione anticiperà i fondi per curare una bimba di 3 anni affetta da un raro tumore cerebrale

Piemonte. Protonterapia: la Regione anticiperà i fondi per curare una bimba di 3 anni affetta da un raro tumore cerebrale

Piemonte. Protonterapia: la Regione anticiperà i fondi per curare una bimba di 3 anni affetta da un raro tumore cerebrale
La protonterapia non è una prestazione ricompressa tra i Lea. “Nell’arco di pochi giorni individueremo la soluzione per venire incontro alla necessità della famiglia della piccola paziente. L'assessorato alla Sanità ha assunto la decisione di anticipare i fondi necessari”, ha spiegato l'assessore Saitta.

Il caso umanamente molto doloroso della piccola Rebecca, una bambina di quasi tre anni affetta da un raro tumore cerebrale, "era già noto agli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità che hanno approfondito la problematica e cercato di individuare una soluzione nel rispetto della normativa e dei vincoli a cui è sottoposta la Regione Piemonte. Rebecca, infatti, necessita di essere sottoposta a protonterapia, una forma particolare di radioterapia che viene erogata in soli 40 Centri terapeuti in tutto il mondo, uno dei quali si trova a Trento. Al momento la protonterapia non è prestazione indicata tra i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e non viene erogata in nessuna struttura della Regione Piemonte, che, essendo sottoposta a piano di rientro dal debito sanitario, non può rimborsare la spesa ai pazienti che si sottopongono a tale terapia in strutture di altre Regioni. Tuttavia, in attesa dell’approvazione dei nuovi Lea, l’assessorato alla Sanità ha assunto la decisione di anticipare i fondi necessari per garantire a Rebecca la cura di cui ha necessità”: lo ha affermato l’assessore alla Sanità Antonio Saitta.

“L’attenzione ai percorsi assistenziali per chi è colpito da tumore è prioritaria e sempre tenuta in conto dalla nostra amministrazione – spiega l’assessore – già da qualche giorno eravamo stati sollecitati, anche attraverso i social network, a prestare aiuto alla famiglia di Rebecca supportando il pagamento della protonterapia nella struttura privata di Trento. Mi spiace di aver letto che il Piemonte, a differenza della maggior parte delle Regioni italiane, non rimborserebbe la protonterapia per carenza di risorse".

Non essendo la protonterapia una prestazione ricompressa tra i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), è una sentenza della Corte Costituzionale, la 104/2013, a stabilire che le Regioni sottoposte ai Piani di Rientro non possono erogare prestazioni aggiuntive rispetto ai Lea perché questo violerebbe il principio del contenimento della spesa pubblica. "Quindi la Regione Piemonte non può autorizzare i pazienti residenti nel proprio territorio ad effettuare la protonterapia o altre terapie extra Lea presso strutture di altre Regioni, ai fini del rimborso della spesa sostenuta dai pazienti stessi. Comprendo perfettamente come questo possa sembrare un ragionamento da ragionieri insensibili di fronte al dolore dei pazienti, ma quando insisto sull’importanza di uscire quanto prima dal piano di rientro è proprio per riacquistare quella libertà d’azione che ad ora ci è negata”.

“Ciò detto – conclude Antonio Saitta – i tecnici dell’assessorato, a fronte dell’eccezionalità del caso di Rebecca, stanno lavorando per trovare soluzioni alternative che, nel rispetto del dettato della Corte Costituzionale e in attesa dell’approvazione dei nuovi LEA, possano consentire alla Regione Piemonte di anticipare le risorse necessarie per sottoporre Rebecca alla protonterapia a Trento. Mi sento quindi di poter confermare che nell’arco di pochi giorni individueremo la soluzione per venire incontro alla necessità della famiglia della piccola paziente”.
 

17 Febbraio 2016

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