Lombardia. Cgil: “Alle donne che lavorano nele funzioni pubbliche non sono roconosciuti pieni diritti”

Lombardia. Cgil: “Alle donne che lavorano nele funzioni pubbliche non sono roconosciuti pieni diritti”

Lombardia. Cgil: “Alle donne che lavorano nele funzioni pubbliche non sono roconosciuti pieni diritti”
E' l'allarme lanciato dal sindacato alla vigilia della festa della donna. Proprio per invertire il trend, verrà presentata una Carta dei diritti universali del lavoro “per estendere i diritti alle persone a prescindere dalla loro tipologia lavorativa o contrattuale. Per estendere i diritti a partire dalle fasce più deboli. E le donne sono tra queste”.

Le donne, anche quelle che operano nelle funzioni pubbliche, ancora mancano del riconoscimento pieno di diritti. E su loro gravano sempre più compiti, con i tagli al welfare che complicano il loro tempo di vita, oltre che di lavoro. Quando ce l’hanno e se ce l’hanno in genere è in condizioni di disfavore rispetto a quello degli uomini. E’ l’allarme lanciato dalla Fp Cgil Lombardia in vista della festa della donna.

“Quest’anno vogliamo accompagnare l’8 marzo – sottolinea una nota – con la Carta dei diritti universali del lavoro: una sfida che la Cgil lancia al paese intero, con tanto di raccolta firme per farne proposta di legge di iniziativa popolare, per estendere i diritti alle persone a prescindere dalla loro tipologia lavorativa o contrattuale. Per estendere i diritti a partire dalle fasce più deboli. E le donne sono tra queste”.

La Carta vuole essere il nuovo Statuto delle lavoratrici e lavoratori. “E si chiama Carta perché rimanda alla nostra Carta Costituzionale e a suoi principi considerati appunto inderogabili e universali. Carta, ancora, è femminile. Come tanti diritti che devono poter essere davvero esigibili per le donne: dal diritto alla conciliazione tra vita familiare e vita professionale, al diritto a non essere discriminate nell’accesso al lavoro e nel suo esercizio. Dal diritto alla tutela delle invenzioni e delle opere del proprio ingegno al diritto ad una adeguata tutela pensionistica. Dal diritto a un lavoro decente e dignitoso al diritto a lavorare sicure, senza minacce, violenza, intimidazioni. Libere di esprimere se stesse, il proprio pensiero e il proprio corpo. Diversamente – conclude – da come purtroppo succede nelle cronache, sempre più insanguinate dai femminicidi”.
 

07 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”
Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”

“Come rappresentante della Professione di TdP per diverse province della Lombardia, non posso che manifestare la mia perplessità riguardo alla decisione, da parte di alcune ATS territoriali, di relegare competenze...

Vittime di violenza. Regione Lombardia approva esenzione ticket sanitario
Vittime di violenza. Regione Lombardia approva esenzione ticket sanitario

Regione Lombardia introduce l’esenzione regionale dalla partecipazione alla spesa sanitaria a favore delle donne residenti in Lombardia inserite in un percorso di presa in carico presso i Centri Antiviolenza. Lo...

Tumore alla prostata. Certificazione EUSP Host Center all’Urologia del S. Anna di Como
Tumore alla prostata. Certificazione EUSP Host Center all’Urologia del S. Anna di Como

La Struttura Complessa di Urologia dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Giorgio Bozzini, ha ottenuto una nuova certificazione internazionale. Si tratta della EUSP Host Center Certification per il trattamento del cancro...

Farmacie. Il Tar Lombardia dà Regione: servizi sanitari sono legittimi
Farmacie. Il Tar Lombardia dà Regione: servizi sanitari sono legittimi

Il modello della “Farmacia dei Servizi” riceve un’importante conferma giurisdizionale. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 4247/2025, ha respinto il ricorso presentato da alcuni laboratori e...