Influenza A: l’Europa indaga sulla “truffa pandemia”

Influenza A: l’Europa indaga sulla “truffa pandemia”

Influenza A: l’Europa indaga sulla “truffa pandemia”
Rischia di esplodere uno scandalo sulle principali case farmaceutiche che hanno venduto, sembra alle loro condizioni, scorte di vaccino per miliardi di euro grazie agli allarmi lanciati dall’Oms, e ai risultati esagerati sulla diffusione dell’influenza A/H1N1 pervenuti dalla Commissione di Bruxelles.

Secondo un’inchiesta condotta congiuntamente dal British Medical Journal (BMJ) e dall’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra (BIJ), è risultato che gli esperti che hanno partecipato alla stesura delle linee guida dell’Oms per le pandemie, erano sul libro paga di due case farmaceutiche: la Roche e la GlaxoSmithKline. Ad un anno dall’annuncio della pandemia, buona parte dei governi occidentali si ritrova con la maggior parte delle scorte di vaccini, ordinate ad altissimo prezzo, inutilizzate. La banca JP Morgan ha valutato il giro d’affari tra i 5,8 e gli 8,3 miliardi di euro. Nel rapporto del Consiglio d’Europa emerge un analisi critica sulla gestione della pandemia, principalmente in relazione alla scarsa trasparenza su alcune decisioni prese dalle autorità nazionali, europee e internazionali. Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il ‘Gruppo di lavoro europeo sull'influenza’ (Eswi). “Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche”, scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter. I due giornalisti hanno anche sottolineato come si sia mantenuto il segreto, da parte dell’Oms, sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: “Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo”, ha commentato nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.

Per quanto riguarda il comitato di urgenza, Gregory Hartl, portavoce dell’Oms, precisa che la sua composizione sarà resa pubblica quando avrà terminato la sua missione, una misura mirata “a evitare che i suoi membri subiscano pressioni, tenuto conto delle conseguenze enormi delle decisioni prese”. Anche il rapporto redatto da Paul Flynn, parlamentare britannico socialista, e adottato il 4 giugno dalla Commissione Sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accusa l’Oms di dar prova di una “grave mancanza di trasparenza” nei suoi processi decisionali, cui si aggiunge “la prova schiacciante che la gravità della pandemia è stata largamente sovrastimata dall’Oms”. Il documento evidenzia che “è soprattutto il passaggio rapido verso il livello 6 della pandemia, in un momento in cui l’influenza dava sintomi relativamente modesti, combinato con il cambiamento di definizione dei livelli di pandemia poco prima dell’annuncio della pandemia H1N1, che ha sollevato preoccupazioni e sospetti nella comunità scientifica”. Il rapporto sarà sottoposto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 stati membri il prossimo 24 giugno. È necessaria una “operazione verità” delle autorità sanitarie per riguadagnare la fiducia dei cittadini, anche se proprio le conseguenze politiche per i governi espostisi nel sostenere la necessità di fare incetta di vaccini (affrontando i relativi esborsi di denaro pubblico in periodo di crisi) sarebbero dietro il freno dei vertici del Ppe e degli eurosocialisti a un’indagine approfondita sul caso H1N1.
 
G.R.

07 Giugno 2010

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