Fine vita, svolta in Francia. L’Assemblea nazionale approva in via definitiva la legge sull’”aiuto a morire”

Fine vita, svolta in Francia. L’Assemblea nazionale approva in via definitiva la legge sull’”aiuto a morire”

Fine vita, svolta in Francia. L’Assemblea nazionale approva in via definitiva la legge sull’”aiuto a morire”

Il Parlamento francese ha approvato definitivamente la proposta di legge che introduce il diritto all’«aide à mourir» per pazienti affetti da malattie gravi e incurabili, nel rispetto di stringenti criteri di accesso. Il provvedimento, accompagnato da una legge sul rafforzamento delle cure palliative, attende ora il vaglio del Consiglio costituzionale.

La Francia compie una svolta storica sul fine vita. L’Assemblea nazionale ha infatti approvato in via definitiva la proposta di legge che istituisce un diritto all’«aide à mourir», introducendo per la prima volta nel Paese la possibilità di ricorrere all’assistenza medica alla morte volontaria in presenza di rigorose condizioni previste dalla legge. Il testo è stato approvato con 291 voti favorevoli e 241 contrari, al termine di un lungo e complesso iter parlamentare iniziato nel 2024 e rilanciato dopo l’interruzione dovuta allo scioglimento dell’Assemblea nazionale. 

Parallelamente, il Parlamento ha approvato anche la legge dedicata allo sviluppo delle cure palliative e dell’accompagnamento dei malati, scelta che il legislatore francese ha voluto mantenere strettamente collegata alla riforma sul fine vita. 

Chi potrà accedere all’aiuto a morire

Secondo il testo approvato, potranno richiedere l’accesso all’aiuto a morire esclusivamente persone che soddisfano contemporaneamente una serie di requisiti:

* essere maggiorenni;

* avere cittadinanza francese o essere residenti stabili in Francia;

* essere affette da una malattia grave e incurabile in fase avanzata o terminale;

* presentare sofferenze fisiche o psicologiche ritenute insopportabili e refrattarie ai trattamenti;

* essere pienamente capaci di esprimere una volontà libera e consapevole. 

Restano invece esclusi i pazienti con sole patologie psichiatriche, le persone con disturbi cognitivi che impediscono un consenso valido e le condizioni come la malattia di Alzheimer quando viene meno la capacità di discernimento. 

Il percorso previsto dalla legge

La procedura prevede una richiesta formale del paziente, la valutazione del medico curante con il coinvolgimento di almeno un secondo medico e di un professionista sanitario dell’équipe assistenziale, oltre a un periodo obbligatorio di riflessione prima della decisione definitiva. 

Il principio generale stabilisce che sia il paziente ad autosomministrare il farmaco letale. Solo nel caso in cui non sia fisicamente in grado di farlo, l’assistenza potrà essere prestata da un operatore sanitario. 

Obiezione di coscienza e cure palliative

Il provvedimento introduce una clausola di coscienza che consente a medici e infermieri di rifiutare la partecipazione alla procedura. La facoltà di obiezione, tuttavia, riguarda i singoli professionisti e non le strutture sanitarie nel loro complesso. 

Contestualmente, la Francia rafforza il sistema delle cure palliative attraverso una legge dedicata che punta a garantirne un accesso uniforme sul territorio nazionale e prevede un incremento degli investimenti pubblici nel settore. 

Ora la parola al Consiglio costituzionale

L’approvazione parlamentare non conclude tuttavia l’iter istituzionale. Il primo ministro ha infatti annunciato il deferimento della legge al Consiglio costituzionale, che dovrà verificarne la conformità ai principi fondamentali dell’ordinamento francese prima della promulgazione definitiva.

16 Luglio 2026

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