Intramoenia. Aaroi-Emac: “Rossi vorrebbe che i medici lavorino gratis in favore del populismo?”

Intramoenia. Aaroi-Emac: “Rossi vorrebbe che i medici lavorino gratis in favore del populismo?”

Intramoenia. Aaroi-Emac: “Rossi vorrebbe che i medici lavorino gratis in favore del populismo?”
La politica, e in particolare chi come il Governatore Rossi afferma di volere una sanità migliorata con misure non tanto draconiane quanto autolesioniste, dovrebbe riflettere sull’incostituzionalità dei contratti dei pubblici dipendenti bloccati da oltre 5 anni, sull’ingiustizia di voci stipendiali ancora negate, oltre che su talune logiche clientelari. Rossi farebbe bene a contribuire a proposte di soluzioni più serie evitando di propagandare la persecuzione dei medici.

La causa di tutti i mali della sanità nazionale, dalle lungaggini delle liste d’attesa alla disuguaglianza, dai soprusi alla corruzione, secondo il Governatore della Toscana, sarebbe la libera professione dei medici, abolire la quale per legge sarebbe “una cosa davvero di sinistra”. Quel che c’è di sinistro, invece, è l’imbarazzante semplicismo di affermazioni che tentano di scaricare sui medici responsabilità di carenze di sistema su cui essi, a differenza dei decisori politici e degli amministratori, hanno ben poco a che fare, se non come vittime, al pari dei cittadini.
 
I casi citati da Rossi, relativamente ai procedimenti giudiziari che hanno coinvolto alcuni medici della sua Regione, non fanno certo eccezione rispetto alle scelte politiche in base alle quali, a prescindere dai casi specifici, nel Sistema Sanitario Pubblico, vengono talvolta decisi i ruoli apicali dei profili professionali, e non solo di quelli medici.

Tralasciando ogni considerazione sulla singolare coincidenza di questo ennesimo attacco alla professione medica con le imminenti scadenze elettorali, e con tutte le loro implicazioni, è altrettanto singolare che a nulla siano servite le argomentazioni che sin dalla prima ora, anche da livelli autorevoli, hanno stigmatizzato la grossolana iniziativa mediatica e politica del Governatore toscano, confutandone in modo sistematico la faciloneria.

Come può la libera professione allungare le liste d’attesa, che invece deriva da uno squilibrio tra domanda di prestazioni ed offerta di servizi? Servizi pesantemente definanziati con la politica dei tagli lineari su un SSN operato dagli ultimi Governi, con altrettanto pesanti riduzioni di posti letto e di personale sanitario. Va detto a chiare lettere che se certe liste d’attesa sono dell’ordine di alcuni mesi invece che di anni è anche grazie alla libera professione dei medici, in tutte le forme contrattualmente previste, al di fuori del normale orario di lavoro. A partire dal 2000, la libera professione intramoenia viene in gran parte richiesta proprio dalle Aziende, e proprio per ridurre le liste di attesa in presenza di una carenza di organico!

Probabilmente il Governatore Rossi riterrebbe “una cosa davvero di sinistra” pretendere che i medici lavorino gratis in favore non dei cittadini, ma del populismo: una fantasia non nuova, e in parte già applicata in certe realtà, dove la mole di lavoro straordinario non retribuito è incalcolabile, e imbarazzante al punto che le Amministrazioni di quelle numerosissime realtà ne azzerano i dati utilizzando gli strumenti amministrativi di cui si sono appositamente dotate a tal fine.

La libera professione genera corruzione? In sanità, come anche in altri settori di interesse pubblico, vi sono stati e probabilmente vi saranno ancora comportamenti illegittimi, ma non solo da parte di personale medico, di chi strumentalizza i bisogni di salute a proprio deprecabile vantaggio personale.
Esiste un corposo sistema di regole che dovrebbe prevenire, impedire ed infine sanzionare tali comportamenti: se e quando questo sistema non funziona è perché il sistema di controllo, che dipende dalle gestioni amministrative e quindi politiche del SSN, è inefficace se non connivente, essendo peraltro non rari i casi nei quali talune gestioni sono al centro delle cronache giudiziarie riguardanti corruzione e malaffare.

Di fronte al rischio che l’abolizione della libera professione provochi l’uscita dal SSN di validi professionisti, per il Governatore Rossi sarà sufficiente stipulare “contratti ad personam” per valorizzarne economicamente la permanenza nel SSN. Con quali obblighi contrattuali, con quali risorse, e secondo quali criteri, non è dato sapere; ma ci lascia perplessi, soprattutto, immaginare che a decidere nel merito possano essere gli stessi decisori che, in Toscana come altrove, in molti casi hanno già dimostrato scarse capacità nel discernere e promuovere professionisti dall’elevato profilo professionale, oltre che etico.

La libera professione, quella svolta secondo le regole già oggi esistenti, attiene strettamente al rapporto di fiducia tra medico e paziente, basato su una libera scelta del paziente che pensare di “abolire per legge” è davvero sinistro.

La politica, e in particolare chi come il Governatore Rossi afferma di volere una sanità migliorata con misure non tanto draconiane quanto autolesioniste, dovrebbe riflettere sull’incostituzionalità dei contratti dei pubblici dipendenti bloccati da oltre 5 anni, sull’ingiustizia di voci stipendiali ancora negate per cavilli precostituiti sin dalla stesura delle norme di legge, oltre che su talune logiche clientelari grazie alle quali la libera professione esercitata al di fuori di ogni regola prolifera nelle maglie intricate di certi rapporti tra Ospedali, Università, Cliniche Private più o meno convenzionate con il SSN.

Farebbe bene, il Governatore Rossi, a contribuire a proposte di soluzioni più serie, evitando di propagandare la persecuzione dei medici in nome di un bene dei pazienti che da questa persecuzione non può trarre nessun giovamento.
 
Alessandro Vergallo


Presidente Nazionale AAROI-EMAC


 


Fabio Cricelli


Vice Presidente Nazionale AAROI-EMAC Area Centro

Alessandro Vergallo e Fabio Cricelli (Aaroi-Emac)

21 Marzo 2016

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