Oms. La strage delle “quattro ruote”. In Europa 120 mila morti l’anno per incidenti in auto

Oms. La strage delle “quattro ruote”. In Europa 120 mila morti l’anno per incidenti in auto

Oms. La strage delle “quattro ruote”. In Europa 120 mila morti l’anno per incidenti in auto
Impressionanti anche i costi: l’assistenza sanitaria ai 2 milioni e mezzo di soggetti coinvolti negli incidenti, le ore di lavoro perse e la perdita prematura di vite umane assorbono il 3% del Pil. Al via un piano di prevenzione internazionale.

Ogni giorno 350 europei muoiono a causa di un incidente d’auto. In totale, fanno 120 mila in un anno. Quasi nella metà dei casi si tratta di pedoni, motociclisti o ciclisti e in 3 casi su 5 la vittima ha meno di 44 anni.
Un costo inaccettabile contro cui, nei giorni scorsi, dal summit dell’International Transport Forum tenutosi a Leipzig in Germania, l’Oms ha lanciato il proprio piano 2011-2020 (Decade of action for road safety 2011-2020).
“Gli incidenti ci stanno portando via la generazione più giovane e produttiva. Nonostante siano prevenibili”, ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore dell’ufficio europeo dell’Oms. “Politiche dei trasporti sostenibili aiutano a creare società più sane e più ricche. E la sicurezza stradale è una parte essenziale di esse. I governi europei dovrebbero aumentare gli investimenti per rendere attività come camminare e andare in bicicletta più sicuri e per incoraggiare il ricorso ai trasporti pubblici. Queste misure potranno ridurre i costi umani e finanziari”.
Proprio sull’aspetto finanziario ha infatti posto l’accento l’Oms. Gli incidenti automobilistici costano all’Europa il 3 per cento del Pil ogni anno. Una quota enorme che si ottiene sommando i costi sanitari e di assistenza ai 2 milioni e mezzo di soggetti coinvolti negli incidenti, le ore di lavoro perse e la perdita prematura di vite umane. Se poi a questi si aggiungessero i costi legati all’inquinamento, ai cambiamenti climatici e ambientali connessi all’impiego dell’auto, risulterebbe che i mezzi di trasporto fanno evaporare l’8 per cento del Pil, sottolinea l’Oms.
È quindi non soltanto sano, ma anche economicamente vantaggioso puntare sulla mobilità alternativa. Per incentivare i Paesi a farlo, l’Oms ha lanciato un software di valutazione economica in grado di stimare la riduzione della mortalità derivante dall’incremento dell’attività fisica e il risparmio di denaro che questi interventi consentono di ottenere. Lo strumento è stato già testato in diversi Stati. In Austria, per esempio, gli attuali livelli di ricorso alla bicicletta per gli spostamenti in città (5% del totale) e la lunghezza media dei tragitti (2 km) consentono di risparmiare ogni anno 405 milioni di euro e 412 vite.
Impressionanti le proiezioni. Se in Scozia gli spostamenti urbani in bici passassero dall’attuale 1 per cento al 13 per cento il risparmio ammonterebbe a una cifra oscillante tra 1 e 2 miliardi di sterline.
Un modo per dire ai governanti che costruire marciapiedi e piste ciclabili non è una spesa, ma un investimento. Economico, oltre che in salute.

24 Maggio 2011

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