La dieta mediterranea diventa”funzionale”: olive e carciofi rafforzati con batteri lattici

La dieta mediterranea diventa”funzionale”: olive e carciofi rafforzati con batteri lattici

La dieta mediterranea diventa”funzionale”: olive e carciofi rafforzati con batteri lattici
Arrivano olive e carciofi arricchiti con il Lactobacillus paracasei. Sono frutto di una ricerca del Cnr che ora sbarca sul mercato promettendo doppi benefici alla salute.

Arriva dal Consiglio nazionale delle ricerche di Bari l’ultima novità in tema di alimenti funzionali. Questa volta non si tratta di yogurt arricchiti con probiotici, uova agli Omega 3 o margarine ai fitosteroli, ma di vegetali arricchiti. Olive e carciofi, per la precisione, rafforzati con batteri lattici probiotici. Il nuovo prodotto è frutto della ricerca dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispa-Cnr) di Bari. “L’idea di creare alimenti cosiddetti ‘funzionali’ a partire da prodotti tipici mediterranei si è rivelata in pochi anni un successo”, ha spiegato  Paola Lavermicocca dell’Ispa-Cnr, responsabile scientifico della ricerca.
Non è un mistero infatti la sempre maggiore attenzione dei consumatori ai cibi funzionali e a prodotti a basso contenuto calorico e privi di grassi. I laboratori pugliesi hanno cercato di unire i due tasselli: “I vegetali probiotici si ottengono attraverso un processo di trasformazione all’insegna della naturalità”, ha aggiunto la microbiologa alimentare del Cnr. “La loro superficie viene rivestita con uno strato di batteri benefici opportunamente selezionati, appartenenti alla specie Lactobacillus paracasei: i vegetali così arricchiti veicolano nell’intestino microorganismi probiotici vitali”.La difficoltà maggiore è stata riuscire a fare in modo che i fermenti lattici devono arrivare vivi nell’intestino, sopravvivendo alle azioni del tratto gastro-intestinale. “L’architettura di carciofi e olive esercita un’azione protettiva sui microorganismi, che unita agli elevati contenuti in fibre, vitamine e antiossidanti, agevola il percorso dei fermenti probiotici, la loro moltiplicazione nell’intestino e lo sviluppo della microflora”, ha spiegato la ricercatrice. “Studi di alimentazione effettuati in collaborazione con medici gastroenterologi hanno infatti dimostrato il contributo dei vegetali probiotici al benessere intestinale”.
Intanto, la scoperta è diventata già attrattiva per le aziende. Il Cnr ha già ceduto due brevetti e il prodotto ha ricevuto l’autorizzazione alla commercializzazione del ministero della Salute. “Considerato il crescente interesse del mercato verso gli alimenti funzionali”, ha concluso Lavermicocca, “la ricerca, in stretta collaborazione con l'azienda, si sta applicando ad altri prodotti non solo vegetali tipici della dieta mediterranea – ad esempio la gastronomia ittica – nella prospettiva di migliorarne la qualità e trasformarli in alimenti gustosi con caratteristiche funzionali ad elevato valore salutistico. In tal modo si contribuisce a incentivare le interazioni tra la ricerca di base e applicata”.

27 Maggio 2011

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