Lazio. Infermiere del San Camillo licenziato per aver falsificato certificati di malattia. L’AO: “Caso isolato rispetto a maggioranza lavoratori”

Lazio. Infermiere del San Camillo licenziato per aver falsificato certificati di malattia. L’AO: “Caso isolato rispetto a maggioranza lavoratori”

Lazio. Infermiere del San Camillo licenziato per aver falsificato certificati di malattia. L’AO: “Caso isolato rispetto a maggioranza lavoratori”
Il 54enne, per effettuare le falsificazioni, aveva utilizzato i timbri dell'Azienda. L’episodio, spiega l'ospedale, “rappresenta un passaggio importante nel percorso avviato dall'azienda ospedaliera a favore della trasparenza, del rispetto delle regole e per la tutela dei dipendenti”.

Licenziato per aver falsificato i certificati di malattia con i timbri dell’Azienda ospedaliera San Camillo e non andare così a lavorare. E’ la sorte toccata a un infermiere di 54 anni, dopo essere stato scoperto nell’esecuzione del meccanismo truffaldino. L’uomo, infatti, è stato invitato a “restituire il cartellino marcatempo, le divise e l'eventuale contrassegno per l'accesso con i veicoli presso i competenti uffici aziendali”.

L’episodio, spiega una nota, “rappresenta un passaggio importante nel percorso avviato dall'azienda ospedaliera a favore della trasparenza, del rispetto delle regole e per la tutela dei dipendenti”. Tuttavia, si precisa, il caso costituisce “un fenomeno isolato rispetto alla maggioranza dei lavoratori dell'ospedale che quotidianamente si fanno carico di garantire servizi essenziali per i cittadini, con abnegazione, serietà e trasparenza anche in situazioni di sovraccarico lavorativo.

La Direzione aziendale ha agito nei confronti del dipendente "ingiustificatamente assente utilizzando gli strumenti previsti dalla legge per contrastare l'assenteismo in sanità, e comunque agendo su segnalazione e in difesa dell'azienda”. La Commissione Disciplinare aziendale “che – conclude la nota – ha funzione di intervenire anche per prevenire e scongiurare episodi similari, ha proceduto nell'ultimo anno per due licenziamenti”.

22 Aprile 2016

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