Lazio. Al via la stabilizzazione dei precari seguendo le graduatorie: due decreti tracciano la strada

Lazio. Al via la stabilizzazione dei precari seguendo le graduatorie: due decreti tracciano la strada

Lazio. Al via la stabilizzazione dei precari seguendo le graduatorie: due decreti tracciano la strada
La gamma delle figure che saranno assunte è ampia e variegata: infermieri, farmacisti ospedalieri e territoriali, ortopedici, gastroenterologi, biologi, radiologi. Il decreto riguarda la Roma 1, 2, 4, 5, la Asl di Viterbo, di Frosinone, Ifo, Spallanzani e Policlinico Umberto I. L’iter che determinerà le stabilizzazioni sarà monitorato, per ciascuna disciplina e per ciascun profilo, da una apposita Commissione.

Un decreto, firmato dal governatore e commissario per la sanità Nicola Zingaretti, inserisce nuovo carburante negli organici della regione. L’atto autorizza le aziende sanitarie a trasformare a tempo indeterminato i contratti dei lavoratori precari che sono collocati in una posizione immediatamente utile nelle graduatorie di concorso pubblico ancora valide. Le unità di personale stabilizzabili in ogni struttura sono indicate sulla base di quanto rilevato dalla documentazione prodotta dai competenti uffici regionali.

La gamma delle figure che saranno assunte è ampia e variegata: infermieri, farmacisti ospedalieri e territoriali, ortopedici, gastroenterologi, biologi, radiologi. Il decreto riguarda la Roma 1, 2, 4, 5, la Asl di Viterbo, di Frosinone, Ifo, Spallanzani e Policlinico Umberto I e individua l'area professionale di riferimento per ogni realtà. In questa prima fase saranno inserite 12 persone, una per ogni azienda. Fissato il metodo, nelle prossime settimane verranno definite le altre stabilizzazioni e sarà più chiaro il numero complessivo.

La Regione ha, infatti, disegnato un nuovo “un sistema di definizione e attribuzione del budget assunzionale delle Aziende e degli Enti del Ssr, in termini sia di valore complessivo sia in termini di unità, all'interno del budget del personale concordato con ciascuna Azienda, rilevando da un lato l'autonomia e la conseguente esclusiva responsabilità del Direttore Generale” e, dall'altro lato, “l’equilibrio economico-finanziario del Ssr e degli obiettivi di controllo della spesa del personale”. 

L’intera procedura era stata regolata da un altro decreto, nel quale si stabiisce che “i Direttori Generali dovranno comunicare ai competenti uffici regionali, entro 7 giorni dalla trasmissione del presente Atto, l’intenzione di avvalersi di detta opzione indicando il numero delle unità per cui si intendono avviare le procedure di stabilizzazione, le discipline e i profili e che in caso di esercizio della più volte citata opzione, la Regione, qualora l’Azienda presenti successivamente apposita richiesta di autorizzazione all’assunzione di nuovo perso”.

L’iter che determinerà le stabilizzazioni sarà effettuato, per ciascuna disciplina e per ciascun profilo, “da una apposita Commissione composta da un membro designato dalla Regione con funzioni di Presidente, da membro designato dall’Azienda- non dipendente della stessa- per la disciplina di competenza per l’area della Dirigenza o per profilo per l’area Comparto, da un membro sorteggiato dall’Azienda nonché da un dipendente di categoria D del profilo amministrativo dell’Azienda con funzioni di segretario”.

La modalità di stabilizzazione del personale comporterà, oltre alla valutazione del percorso formativo e professionale svolto dai soggetti interessati, una prova scritta costituita da almeno cinque domande a risposta sintetica riguardanti la disciplina di competenza, una domanda di organizzazione sanitaria e, per il personale dirigenziale, una ulteriore domanda a carattere gestionale-organizzativo e un colloquio orale conclusivo.
 
Gennaro Barbieri 

Gennaro Barbieri

16 Maggio 2016

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