Bologna. Controlli su prescrizioni farmaci. Fimmg contro i ‘confessionali’ della Asl: “Metodo sbagliato e intimidatorio”

Bologna. Controlli su prescrizioni farmaci. Fimmg contro i ‘confessionali’ della Asl: “Metodo sbagliato e intimidatorio”

Bologna. Controlli su prescrizioni farmaci. Fimmg contro i ‘confessionali’ della Asl: “Metodo sbagliato e intimidatorio”
I medici di famiglia: “L’Azienda ha l’abitudine di convocare centinaia di Medici di famiglia a incontri individuali, detti i “Confessionali” con medici dello staff e farmacisti”. Ma per il sindacato la misura non funziona: “Incontri privi di elementi clinici che hanno solo il obiettivo della riduzione della spesa. Chiediamo incontro”. E poi agli associati: “Controlli solo in orario di studio, affinché cittadini sappiano”. LA LETTERA AVVISO AI CITTADINI

I medici di famiglia della Fimmg Bologna scrivono all’azienda sanitaria in tema di controllo sulla spesa farmaceutica. “Nell’Azienda sanitaria di Bologna – si legge in una lettera a firma  del segretario provinciale della Fimmg Bologna Fabio M. Vespa al Direttore sanitario dell’azienda –  , è invalsa l’abitudine di convocare centinaia di Medici di famiglia a incontri individuali, detti i “Confessionali”, nei quali Medici di organizzazione, Medici dello staff “Governo clinico” e Farmacisti “facilitatori” chiedono al medico di famiglia ragione delle prescrizioni di farmaci da lui effettuate”.
 
Ma il metodo non piace ai medici. “Non possiamo condividere né il metodo né i contenuti di tali incontri – prosegue la lettera – che, essendo sostanzialmente privi di elementi clinici, non possono altro che avere come obiettivo la riduzione della spesa per i farmaci, da ottenersi attraverso un percorso che riteniamo essere esclusivamente intimidatorio nei confronti dei Medici di medicina generale convocati”.
 
La Fimmg ricorda poi come “gli obiettivi di risparmio che quest’anno s’intendono perseguire (meno 9%!) non pensiamo possano essere compatibili con il mandato che l’Atto aziendale dell’Azienda sanitaria di Bologna Le affida e cioè la tutela della sicurezza dei pazienti”.
 
Queste le ragioni per cui il sindacato chiede “un momento di confronto, affinché possano essere pubblicamente chiariti obiettivi e metodi dei suddetti incontri. Nel frattempo ripetiamo ai nostri associati, di ricevere la Commissione di controllo solo negli orari di studio (affinché anche i Cittadini sappiano!), di non accettare richieste di precisazioni sui singoli assistiti (a tutela della riservatezza dei dati personali dei malati) e di concordare tempi e modi di un supporto da parte del Sindacato”.

22 Maggio 2016

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