Emilia Romagna. Snami in stato di agitazione contro il “software unico regionale” e per condizioni lavoro medici dell’Emergenza sanitaria

Emilia Romagna. Snami in stato di agitazione contro il “software unico regionale” e per condizioni lavoro medici dell’Emergenza sanitaria

Emilia Romagna. Snami in stato di agitazione contro il “software unico regionale” e per condizioni lavoro medici dell’Emergenza sanitaria
Il sindacato punta il dito contro "la volontà di imporre il Software Unico Regionale in un contesto di stallo contrattuale e di estrema difficoltà nelle relazioni sindacali". A pesare sulla decisione anche l’inconciliabilità con le proposte regionali rispetto l’assetto organizzativo delle Case di cura e le "posizioni attendiste e lesive" per i professionisti operanti in tutti gli altri settori della Medicina Generale ed in particolare per l’Emergenza Sanitaria Territoriale.

Il Consiglio Regionale Snami Emilia Romagna, a seguito della riunione tenutasi a Bologna lo scorso 2 luglio, ha proclamato lo stato di agitazione Regionale dei Medici di Medicina Generale operanti nei settori dell’Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Emergenza Sanitaria Territoriale e Medicina dei Servizi.
 
A pesare sulla decisione, le posizioni e l’atteggiamento della Regione Emilia Romagna rispetto "la volontà di imporre il Software Unico Regionale come strumento di lavoro dei Medici Convenzionati in un contesto di stallo contrattuale e di estrema difficoltà nelle Relazioni Sindacali tra la parte pubblica e le Organizzazioni Sindacali".
 
Ma i problemi non si esauriscono qua. Lo Snami ha infatti puntato il dito anche contro "l’inconciliabilità con le proposte regionali fino ad ora discusse rispetto l’assetto organizzativo delle Case della Salute”in cui prevale nel modello organizzativo e gestionale un approccio orientato alla procedurazione e protocollazione basato su logiche che mal si conciliano con la relazione fiduciaria con il paziente cronico e che in prospettiva minano la natura stessa della relazione fiduciaria di cura".
 
Inoltre, per il sindacato, "permangono, di fatto, posizioni attendiste e lesive per i professionisti operanti in tutti gli altri settori della Medicina Generale con particolare riferimento ai medici dell’Emergenza Sanitaria Territoriale e Medicina dei Servizi con particolare menzione per coloro che operano negli istituti penitenziari".
 

"Le Aziende Sanitarie – spiega lo Snami – troppo spesso disapplicano e distorcono tanto le norme di reclutamento del personale operante nei servizi di emergenza, quanto spesso di quello operante nella medicina dei servizi, attribuendo nei tavoli grandi responsabilità alla mancanza di chiare indicazioni regionali".
 
Al proclamato stato di agitazione hanno inoltre contribuito le segnalazioni, "oramai provenienti dai medici di tutte le Aziende Sanitarie, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro dei Medici dell’Emergenza Sanitaria e a quelli della Continuità Assistenziale e Medicina dei Servizi spesso adibiti a compiti non previsti dai rispettivi accordi".

Infine, quanto all’AIR 2008 dell’Emergenza Sanitaria Territoriale, "risulta scaduto ed in proroga"; e Snami, "sigla maggiormente rappresentativa del settore, non risulta nemmeno firmatario in quanto si sono succeduti per due rinnovi di ACN cui nulla è seguito in tema di E.S.T".

05 Luglio 2016

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