Sigm: “Sì alla valorizzazione del ruolo dei giovani medici nel Ssn”

Sigm: “Sì alla valorizzazione del ruolo dei giovani medici nel Ssn”

Sigm: “Sì alla valorizzazione del ruolo dei giovani medici nel Ssn”
Il Segretariato italiano dei giovani medici accoglie con favore la proposta di contrattualizzare gli specializzandi che, afferma la Sigm, “non temono il cambiamento e non rifuggono dall’essere gravati dalle responsabilità connesse al conseguimento di una progressiva autonomia assistenziale”. Ma a condizioni che vi siano “tutele medico legali ed una formazione che li renda realmente autonomi”.

“Guardiamo con interesse e siamo aperti al dialogo di fronte al prospettarsi di innovazioni normative che valorizzino il ruolo dei Giovani Medici nel Ssn, a partire dal periodo cruciale della formazione medico specialistica, al pari di quanto già avviene negli altri Paesi EU”. Così il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm) interviene sulla proposta del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, di trasformare gli specializzandi degli ultimi due anni in assistenti con compiti clinici, con assunzione a tempo da parte delle Aziende territoriali e delle Aziende Ospedaliere. Ma a patto che, aggiunge la Sigm, “prima ancora di un riconoscimento economico e previdenziale, vi siano tutele medico legali ed una formazione che li renda realmente autonomi, al pari di quanto avviene ad esempio in Francia dove la figura dell’assistente in formazione è posta nelle condizioni di erogare prestazioni ottimali sotto la guida di tutor ed a garanzia degli utenti”.

La Sigm auspica inoltre che le riforme annunciate “non siano il frutto di necessità contingenti di carattere economico e di una volontà di sopperire artatamente alle carenze negli organici senza ricorrere a nuove assunzioni, ma rientrino in un serio progetto di rivisitazione dell’attuale sistema formativo pre e post lauream di medicina, anche in funzione del mutato bisogno di salute che richiede l’implementazione di un modello organizzativo-assistenziale integrato ospedale-territorio, a cui dovrebbero corrispondere idonei percorsi formativi integrati tra Università, ospedali e territorio”.

In ogni caso, ogni riforma dovrà essere discussa con “l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale, Università e Salute, in cui siano coinvolti tutti i portatori di interesse, a cominciare dalle associazioni rappresentative della categoria, in modo da definire obiettivi, modalità e tempi di applicazione di un’opportuna riforma del sistema vigente, che va programmata e concordata con i destinatari della stessa e non può essere accettata a scatola chiusa”.

I Giovani Medici propongono che si realizzi una “reale implementazione” della rete formativa delle Facoltà Mediche e delle scuole di specializzazione di area sanitaria, al fine di garantire una formazione “pienamente professionalizzante”. Inoltre, il Sigm propone l’istituzione di Osservatori Regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici perché “è sempre più necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente col bisogno di salute e che abbia capacità di adattarsi all’evoluzione continua del dato epidemiologico rilevato”.
 

23 Giugno 2011

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