D’Avino (Fimp): “Rischiamo nuova epidemia di morbillo in Regione”

D’Avino (Fimp): “Rischiamo nuova epidemia di morbillo in Regione”

D’Avino (Fimp): “Rischiamo nuova epidemia di morbillo in Regione”
Questa la denuncia del segretario provinciale Fimp di Napoli che suggerisce: "Sarebbe opportuno introdurre già da settembre l'obbligo di esibire per l'iscrizione a scuola il libretto delle vaccinazioni in regola".

"Siamo molto preoccupati per l’allarme sul drastico aumento di casi di morbillo che si sta registrando al pronto soccorso dell’ospedale Santobono. Il rischio è si possa innescare un’epidemia come accadde a fine Anni ‘90". A parlare è Antonio D’Avino, segretario provinciale di Napoli della Fimp.
 
"L’unica cosa sensata da fare è seguire l’esempio dell’Emilia Romagna e subordinare l’iscrizione dei più piccoli al nido e alla scuola dell’infanzia all’esibizione del libretto delle vaccinazioni in regola. Questa – dice D’Avino – non è una questione di libertà personali, ma una battaglia di civiltà. Il ministro Lorenzin ha più volte annunciato di voler fare in modo che l’obbligo diventi realtà in tutte le scuole, a nostro avviso questa è la strada da seguire se vogliamo evitare di ritrovarci a vivere un vero incubo. In attesa di una legge nazione, sarebbe opportuno che la Regione intervenisse in autonomia per poter partire già da settembre con questa certezza".
 
Altro aspetto al quale guardare, per i pediatri Fimp, è quello dei migranti che arrivano in Italia senza essere stati sottoposti nel loro Paese alle vaccinazioni minime. Le istituzioni devono attivarsi per proteggere la popolazione. "La Fimp Napoli – dice Antonio Carpino, referente dell'area vaccini della sezione di Napoli – si sta facendo parte attiva per promuovere a livello regionale un progetto sul recupero dei bimbi non vaccinati per morbillo, rosolia e parotite".

In Campania si rischia epidemia
“In Campania – aggiunge Fulvio Turrà, segretario regionale della Fimp – ad allarmare è soprattutto il morbillo, uno spettro che torna a farsi sentire 14 anni dopo l’epidemia del 2002, quando si ammalarono circa 40 mila bambini. Una malattia infettiva – spiega il pediatra – altamente contagiosa che può causare complicazioni anche gravi, come polmoniti (1 caso su 20 pazienti infetti), encefaliti (1 caso su 2000 pazienti infetti) e persino morte (1 caso su 3 mila pazienti infetti). Basta pensare che un solo paziente affetto riesce a contagiare in media 15 soggetti non protetti che a loro volta contageranno altri”.
 
In Campania i tassi di copertura vaccinale calano sensibilmente. Dall’ultimo aggiornamento (gennaio 2016) sulla prima dose Morbillo-Parotite-Rosolia entro 24 mesi dalla nascita emerge che è vaccinato solo l’83,66 % dei bambini. Dato di gran lunga inferiore dalla soglia minima di sicurezza (95% fissata dall’Oms). Nei soli primi tre mesi di quest’anno, in Campania sono stati segnalati 61 casi. Le più importanti Federazioni mediche (Fimp per i pediatri e Fimmg per i medici di famiglia) hanno lanciato un’allerta e la Regione ha messo in campo una task-force.

Obiettivo vincere le sacche di resistenza ai vaccini da parte della stessa classe medica. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli Ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali.

24 Luglio 2016

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