Genova. Neonato abbandonato ritrovato in un portone

Genova. Neonato abbandonato ritrovato in un portone

Genova. Neonato abbandonato ritrovato in un portone
Il neonato, di sesso maschile, pesa circa Kg 3 ed è in buone condizioni di salute. E’ stato ricoverato presso il reparto di Patologia neonatale del Gaslini. Ora sarà sottoposto agli esami di routine a scopo precauzionale. Viale: “Necessario fornire informazioni alle donne su diritto all’anonimato al momento del parto”.

Ritrovato ieri mattina a Genova un neonato abbandonato. Era stato posto dentro una scatola da scarpe sulle scale del civico 18 di via Fieschi.

A darne notizia la Direzione Sanitaria dell’Istituto Gaslini, che spiega come il piccolo sia stato accompagnato da una automedica al Pronto Soccorso del Gaslini e successivamente ricoverato presso il reparto di Patologia neonatale all'attenzione del dr. Luca Ramenghi responsabile del reparto. Il neonato di sesso maschile pesa circa Kg 3 ed è in buone condizioni di salute, riferisce la nota dell’ospedale, che spiega come il maresciallo capo Vincenzo Rossi dei carabinieri “compagnia di Genova- centro nucleo operativo” si sia recato immediatamente presso il reparto per accertarsi delle condizioni cliniche del neonato, a cui saranno eseguiti “esami di routine a scopo precauzionale”.
 
Secondo quanto riferito da Repubblica, la madre, una peruviana di 27 anni, nella serata di ieri si sarebbe costituita. Accompagnata dai carabinieri dalla madre, avrebbe raccontato di avere tenuto nascosta la gravidanza ai familiari e di avere partorito da sola.

Per l’assessore alla Salute e vicepresidente della Regione Liguria, Sonia Viale, “senza entrare nel merito delle possibili cause sociali che si trovano a monte, l’episodio di abbandono di un neonato a Genova deve farci riflettere, come istituzioni, sulla necessità di una maggiore informazione delle donne sui propri diritti per la tutela della salute del nascituro e della gestante”.

“Probabilmente la donna che ha commesso questo atto – afferma la vicepresidente Viale in una nota – non sapeva di avere diritto all’anonimato al momento del parto. La legge, infatti, consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è nato (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. L’impegno delle istituzioni deve essere massimo sia nell’informazione delle donne sia nella prevenzione, con adeguate politiche sociosanitarie, di episodi tristi come quello di oggi a Genova”.
 

20 Settembre 2016

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