M5S: “Legge sabotata, censura web e non tutela minori”
“La stessa senatrice Elena Ferrara, che presentò la Legge, di fronte alle modifiche apportate alla Camera ha espresso contrarietà, così come numerose famiglie vittime di bullismo o cyberbullismo. Sono davvero troppi gli aspetti negativi inseriti dalla maggioranza nella legge sul cyberbullismo: inizialmente l’applicazione del provvedimento era prevista solo per i minorenni e aveva un’impostazione pedagogico-educativa e di prevenzione. Ora, invece, il provvedimento è stato esteso anche a tutti i maggiorenni ed è diventato prevalente l’aspetto repressivo e di oscuramento del web.
L’estensione della sfera di intervento anche ai maggiorenni rende insostenibile e pericoloso lo strumento dell’istanza a tutela delle vittime per far rimuovere i contenuti offensivi. Pensare di affidare il controllo e la possibilità di oscuramento dei contenuti web al garante per la privacy e ai gestori è impensabile, per l’altissimo livello di discrezionalità decisionale da parte di questi soggetti. Il Garante della Privacy non ha assolutamente i mezzi – personale e risorse – per valutare materialmente le migliaia di richieste di cancellazione dal web che prevedibilmente gli arriveranno e stabilirà discrezionalmente l'idoneità dei contenuti web, se questi sono offensivi o possono creare ansia e timori al cittadino che ricorre all’Authority. Tutto questo senza che il Garante abbia né le competenze né i poteri di un giudice. Nel caso del gestore del sito internet invece, piuttosto che rischiare di vedersi comminare una sanzione – fino a 180 mila euro – per la pubblicazione di contenuti lesivi, potrebbe addirittura autocensurarsi e non pubblicarli”.
20 Settembre 2016
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