Pomo (Sisac): “Trovare equilibrio tra vecchio e ‘nuovo’ sistema di cure primarie”
“Abbiamo elaborato una proposta di articolati sulla base dell’Atto indirizzo e stiamo lavorando con i sindacati. Ora stiamo procedendo con i tavoli separati. Stiamo raccogliendo suggerimenti, emendamenti, modifiche per elaborare un’altra bozza per raggiungere accordo”.
“Al netto delle questioni tecniche – ha precisato – i temi centrali sono due: uno è quello di pensare che il lavoro in associazione non sia più volontario ma ognuno dovrà lavorare insieme nelle Aft per perseguire gli obiettivi comuni di cura e presa in carico. Il problema in quest’ottica è che non possiamo permetterci di aprire una guerra generazione: tra chi ha costruito l’associazionismo e i giovani che vogliono dare contenuto al ruolo unico. Ora abbiamo progettato una fase di transizione per garantire ai medici che andranno in pensione tra qualche anno la salvaguardia dei loro investimenti e dall’altro lato dobbiamo però garantire ai medici più giovani di poter entrare nella sanità territoriale”.
Un riferimento poi anche al ruolo unico. “Esso vuol dire che il medico di medicina generale dovrà lavorare in modo diverso, sia in rapporto orario sia con le scelte. E qui è il vero nodo della questione”.
Pomo ha poi garantito che la Sisac ha “avuto mandato di non smantellare il rapporto fiduciario e capillarità degli studi”, e poi ha precisato come “sia possibile un associazionismo spinto in città ma nelle piccole realtà la situazione è diversa”.
Il coordinatore Sisac ha parlato anche del futuro della professione. “Pensate che nel giro di 5-7 anni ci sarà un esodo di 19-22 mila medici di famiglia. Ciò significa che per mantenere il rapporto fiduciario abbiamo necessità di cambiare l’organizzazione e dobbiamo guardare in faccia la realtà”.
A testimonianza della volontà di mantenere il rapporto fiduciario mmg-paziente Pomo ha evidenziato a modelli di cure primarie diretti con medici in rapporto esclusivamente orario (modello Catalogna in Spagna): “Ha dato risultati pessimi”.
Ma sui tempi del rinnovo della convenzione Pomo ha chiarito che occorre evitare di far passare troppo tempo pena arrivare ad una “deriva” dell’assistenza.
Infine un messaggio alla categoria: “Guardare al futuro vuol dire cercare un punto di equilibrio tra il vecchio e il nuovo sistema che dovremo adottare nei prossimi anni”.
03 Ottobre 2016
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