Depressione post-chemio. La riabilitazione passa anche attraverso Internet

Depressione post-chemio. La riabilitazione passa anche attraverso Internet

Depressione post-chemio. La riabilitazione passa anche attraverso Internet
Un gruppo di ricercatori australiani ha evidenziato come in pazienti sopravvissuti al cancro l’utilizzo di un programma di riabilitazione cognitiva, disponibile online, sia in grado di migliorare i sintomi cognitivi dopo la chemioterapia. Lo studio è stato pubblicato dal Journal of Clinical Oncology.

(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori australiani ha evidenziato come in pazienti sopravvissuti al cancro l’utilizzo di un programma di riabilitazione cognitiva, disponibile online, sia in grado di migliorare i sintomi cognitivi dopo la chemioterapia. Lo studio è stato pubblicato dal Journal of Clinical Oncology.

Da alcuni studi si evidenzia che fino al 70% dei sopravvissuti al cancro riferisce disturbi della sfera cognitiva dopo una diagnosi di cancro e/o dopo il trattamento.Per molti di questi pazienti i sintomi migliorano nel corso dei primi sei mesi successivi al trattamento,mentre un sottogruppo di pazienti sopravvissuti al cancro sperimenta sintomi che possono influenzare notevolmente la qualità della vita quotidiana e causare alti livelli di stress.
 
Partendo da questi presupposti Janette L. Vardy, della Sydney Medical School, presso l’Università di Sydney, in Australia, e colleghi hanno condotto uno studio su un gruppo di pazienti sopravvissuti al cancro che avevano già ricevuto una chemioterapia adiuvante da 6 a 60 mesi prima e che avevano sintomi cognitivi da loro correlati al cancro o alla terapia ricevuta.
 
Lo studio aveva lo scopo primario di verificare l’efficacia di un programma di riabilitazione cognitiva disponibile online chiamato Insight rispetto alle cure standard. Nello studio i ricercatori hanno randomizzato 242 pazienti sopravvissuti al cancro che avevano auto-segnalato dei disturbi cognitivi dopo il completamento della chemioterapia, per un tumore maligno solido primario.
 
Si è così evidenziato che dopo un intervento della durata di 15 settimane, i pazienti assegnati al programma Insight hanno riferito un percepito miglioramento significativo delle capacità cognitive e un impatto del deterioramento cognitivo prima percepito significativamente inferiore sulla loro qualità di vita. Allo stesso tempo diminuivano i commenti riportati sul web sui deficit cognitivi dei pazienti che avevano utilizzato il programma riabilitativo, rispetto a quelli assegnati alle cure standard. Più precisamente, alla fine dell’intervento, i pazienti che utilizzavano il programma Insight hanno riportato livelli significativamente più bassi di ansia/depressione, stanchezza e stress percepito, e la loro qualità globale della vita è risultata significativamente migliore fino a sei mesi dopo.
 
Le evidenze
Secondo Vardy, l’autrice principale dello studio, è importante notare che vi era solo una debole associazione tra i sintomi cognitivi riportati e il deficit cognitivo misurato con test neuropsicologici. Dunque, non ci sono ancora prove solide per dare indicazioni precise su come trattare il 30% dei sopravvissuti che riportano un deficit cognitivo persistente e oggettivabile.
 
“In ogni caso – aggiunge l’esperta – i pazienti con problemi cognitivi in corso dovrebbero essere valutati da un neuropsicologo”. Va aggiunto che tra i pazienti assegnati all’intervento Insight, il 14% non ha mai iniziato, e solo il 27% ha completato il programma nel periodo di tempo raccomandato di 15 settimane. Tra l’altro il tempo medio del trial verificato era di 25.08 contro a quello raccomandato di 40 ore, tuttavia non vi erano prove tempo/risposta nelle misure di outcome. Nonostante la scarsa associazione dei miglioramenti riferiti, con gli esiti obiettivi dei test neuropsicologici standard, gli autori ritengono che comunque il programma Insight possa essere consigliato ai pazienti sopravvissuti al cancro per la sicurezza e il basso costo e soprattutto in virtù dell’evidenza della riduzione di ansia, depressione e dello stress che affliggono questi pazienti.
 
Fonte: J Clin Oncol 2016
 
Will Boggs MD
 
(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Will Boggs

03 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

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