Cosenza. Scura revocherà l’incarico al Dg che aveva fatto causa di servizio all’Asp per “depressione”

Cosenza. Scura revocherà l’incarico al Dg che aveva fatto causa di servizio all’Asp per “depressione”

Cosenza. Scura revocherà l’incarico al Dg che aveva fatto causa di servizio all’Asp per “depressione”
Ad annunciarlo la deputata del M5S Dalila Nesci, che aveva chiesto la rimozione di Raffaele Mauro, diventato Dg dell’Asp di Cosenza pochi mesi dopo aver vinto, da medico, una causa di servizio per depressione ai danni della stessa Asp. “Ma non è l’unica nomina da rivedere in Calabria”, denuncia Nesci.

“Il Movimento 5 stelle ha denunciato alla Camera il caso del direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, chiedendone la rimozione da parte dei commissari Massimo Scura e Andrea Urbani, i quali hanno attivato la relativa procedura”. Ad annunciarlo, in una nota, è la deputata M5s Dalila Nesci, che aveva chiesto le dimissioni o la rimozione dell’incarico di Raffaele Mauro, diventato Dg dell’Asp di Cosenza pochi mesi dopo aver vinto, da medico, una causa di servizio per depressione ai danni della stessa Asp

Per Nesci “il governatore Mario Oliverio arricchisce il proprio curriculum di errori sulle nomine dirigenziali. Tuttavia, quando ai commissari chiedemmo lo stesso intervento contro la nomina abusiva di Santo Gioffrè al vertice dell'Asp di Reggio Calabria, poi riconosciuta dall'Anac e dal Tar del Lazio, Scura e Urbani ci inviarono un parere del legale dell'interessato, per lavarsene le mani. Probabilmente Gioffrè era più molto più simpatico ai due”.

“Avevamo detto – prosegue la parlamentare 5 stelle – che Mauro non poteva restare un minuto in più alla guida dell’Asp di Cosenza, in virtù della vicenda della causa per depressione, oggi sotto la lente della magistratura. Oliverio incassa allora una dura sconfitta, anche perché gli avevamo chiesto la revoca di Mauro prima che, attraverso i commissari, si muovesse il governo”.

“In ogni caso – conclude Nesci -, non dimentichiamo che resta aperta la questione della legge immonda con cui è stata prorogata la durata dei commissari aziendali, tra i quali figura il ‘sempreverde’ Antonio Belcastro, che di norma non poteva essere più incaricato quale dirigente regionale, avendo contribuito a disavanzi di bilancio”.

18 Novembre 2016

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