Elicottero del 118 precipitato. Carbone (Fials): “Non si può rischiare la vita con stipendi di 1500 euro”

Elicottero del 118 precipitato. Carbone (Fials): “Non si può rischiare la vita con stipendi di 1500 euro”

Elicottero del 118 precipitato. Carbone (Fials): “Non si può rischiare la vita con stipendi di 1500 euro”
"Non si può rischiare la vita con stipendi di 1500 euro al mese, quando va bene, o con rapporti di lavoro precari, flessibili o peggio esternalizzati. Non chiamiamoli eroi, perché sono già eroi, ma trattiamoli da eroi". La Fials ha espresso profondo dolore e amarezza per la tragedia dell'elisoccorso 118 in Abruzzo

"Esprimiamo profondo dolore ed amarezza per la morte dei colleghi, infermiere e medico dell’equipaggio dell’elisoccorso 118 morti tragicamente l’altro giorno in Abruzzo che si aggiungono ai 4 morti del 2009 a Belluno, ai 2 morti del 2003 a Santa Caterina Valfurva ed ai 5 morti del 2001 a Poggio Ballone".  Così il Segretario Generale della Fials, Giuseppe Carbone, in una nota inviata ai Ministri della Salute (Lorenzin), dell’Interno (Minniti) e della Pubblica Amministrazione (Madia) e al Presidente della Conferenza delle Regioni (Bonaccini).

"Gli infermieri ed i medici dei servizi di emergenza – afferma Carbone – ormai sono continuamente in una prima linea, che ricorda più una trincea di guerra che una postazione sanitaria dove oltre a salvare vite umane si rischia di perdere la propria od essere sottoposti a giornaliere aggressioni e pestaggi. Non se ne può più. Invece di doverosi, ma talora formali se non proprio colpevolmente ipocriti messaggi di cordoglio o di solidarietà, è ora asserisce Carbone, che Governo, Regioni ed Aziende Sanitarie adottino, con la partecipazione dei sindacati, una strategia organica e a breve, medio e lungo termine non solo per garantire e mettere in sicurezza chi opera per salvarci la vita ma anche per valorizzare chi opera in emergenza".

"Non si può – accusa Carbone – rischiare la vita con stipendi di 1500 euro al mese, quando va bene, o con rapporti di lavoro precari, flessibili o peggio esternalizzati. Non chiamiamoli eroi, perché sono già eroi, ma trattiamoli da eroi. E’ ora che la questione della sicurezza di chi lavora nei servizi di emergenza pronto soccorso ospedalieri e 118 diventi non solo uno degli obiettivi principali dei direttori generali delle aziende sanitarie ma soprattutto una grande questione nazionale".

"Chiediamo – conclude il Segretario Generale della Fials nella sua nota – un impegno concreto ad accelerare le procedure di stabilizzazione dei troppi precari al lavoro in sanità, a dare vita ad un Tavolo sulla sicurezza nelle strutture ospedaliere e territoriali del Ssm, unitamente al Ministero degli Interni, allo stesso Ministero della Salute, ai sindacati, alle Regioni, a Federsanità e Fiaso, ma anche ad avviare da subito le trattative per i rinnovi contrattuali del personale del Ssn, infermieri e medici, riuscendo a prevedere un significativo apprezzamento per chi opera nell’emergenza ospedaliera ed extraospedaliera compresa un’adeguata ed uniforme copertura assicurativa nei confronti di tali rischi sul territorio nazionale".


 


Lorenzo Proia

27 Gennaio 2017

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