Nursing Up: “Una bella notizia per i medici, meno per i cittadini e gli altri professionisti sanitari”
Sono loro, di fatto, i veri vincitori, con un rischio “intrappolato” nella gabbia della massima rivalsa possibile (da parte dell’azienda sanitaria), una limitazione che esporrà il professionista sino ad un tetto, non superabile, pari al triplo del proprio stipendio lordo annuale a fronte della situazione attuale, che non vede limiti per i danni da colpa grave cagionati a terzi.
Non siamo tanto convinti, invece, dell’effetto benefico, per il cittadino (parte debole del rapporto), che avrà la prevista inversione dell’onere della prova che, ora, diversamente rispetto al passato, dovrà gravare sullo stesso e che, in questi giorni, da quel che si legge a destra e a manca, pare essere un effetto positivo della riforma.
Forse, osservando le nuove norme con un po’ di sana astrazione ed oggettività, qualche riflessione si poserà senz’altro sul gravame di adempimenti che sembrano pesare oggi sul cittadino che vuole portare a compimento una pretesa di risarcimento per danno da colpa grave.
Certo è che, se da un lato le nuove norme porteranno ad una consistente riduzione della cosiddetta medicina difensiva, dall’altro è necessario auspicare, se possibile, che ciò non si traduca in limitazioni a carico del cittadino dovute alla estrema farraginosità delle procedure che caratterizzano la procedibilità della sua richiesta di risarcimento.
In tutto questo, se abbiamo ben capito il contenuto della nuova Legge, ci viene da riflettere su come faranno le aziende sanitarie a dotarsi di polizze assicurative “di fatto illimitate” idonee a risarcire il cittadino adempiendo agli obblighi di legge . Infatti, se è vero che le nuove norme ridurranno considerevolmente l’esborso posto a carico dei medici, i cui risarcimenti – talvolta milionari- saranno limitati ad una rivalsa alla quale è stato posto il limite del massimo pari al triplo dello stipendio lordo annuale, è altrettanto vero che un carico economico importante in termini di premi assicurativi graverà sulle aziende sanitarie.
Se la problematica, invece, la si osserva con gli occhi degli infermieri e con quelli degli altri professionisti sanitari non medici, per loro poco cambia, ad eccezione di pochissimi casi peculiari, comunque fuori della norma, ciò che si rileva è che, ora, esiste un limite di rivalsa, che applicando un certo calcolo previsto dalla legge, si aggira su circa il triplo dello stipendio lordo annuale.
Ciò infatti significa che, in ogni caso in cui un’azienda sanitaria fosse chiamata a pagare un risarcimento ad un cittadino per un danno da colpa grave causato da un infermiere (salvo il caso di imperizia ove sia riconosciuto l’avvenuto rispetto delle linee guida), tale infermiere sarà chiamato a restituire al datore di lavoro “dopo l’avvenuto risarcimento da parte dello stesso”, un importo massimo pari a cifre consistenti, che in molti casi giungono sino a 100.000 euro per evento ma che difficilmente travalicano tale limite.
Orbene, le casistiche in nostro possesso, quale sindacato che da 10 anni garantisce gratuitamente le coperture assicurative per colpa grave agli infermieri propri associati, dimostrano che, rispetto al medico, che viene condannato a pagare cifre considerevolmente alte per i risarcimenti, con importi che giungono anche a svariati milioni di euro (essendo diverso il suo coinvolgimento e le correlate responsabilità nella generazione dei danni maggiormente contestati), gli infermieri, di norma, vengono condannati a pagare somme che, salvo casi particolari, normalmente, non superano i 100.000 euro.
Tutto questo se da un lato significa che con la nuova legge il rischio di pagare grosse somme di denaro a titolo di risarcimento, già esistente per gli infermieri, viene, nei fatti, solamente confermato, per i medici esso viene considerevolmente ridotto.
Infatti, con l’applicazione dei limiti alla rivalsa, tale rischio viene abbassato a poche centinaia di migliaia di euro, mentre tutto il resto peserà sul datore di lavoro, o meglio, sulla polizza assicurativa che questo dovrà attivare perché tanto gli è imposto dalle nuove regole.
Ciò premesso, allo stato delle cose alcune domande sorgono spontanee:
– quali compagnie assicuratrici saranno disponibili a stipulare polizze per la colpa grave dei dipendenti medici delle aziende sanitarie “con massimali tanto elevati “ da garantire la parte di rischio medico che ricade sull’Ente?
– con quali fondi le aziende sanitarie potranno pagare i premi per la responsabilità medica, che si preannunciano onerosissimi per i rischi prima indicati? (mentre gli infermieri e gli altri professionisti pagheranno, essi stessi, attraverso la polizza a proprio carico in quanto, verosimilmente, i danni non supereranno mai l’importo massimo della prevista rivalsa)
– in quale modo lo Stato si rivarrà sui cittadini per finanziare questo gravosissimo onere?
I nostri sono dubbi legittimi, si levano a fronte dei plausi corali che in queste ore sostengono con enfasi il provvedimento .
Sono convintissimo che ne parleremo ancora, andando avanti nel tempo.
Dott. Antonio De Palma
Presidente Nursing Up
01 Marzo 2017
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Faccio il medico di Medicina Generale e mi piace. Allora perché dico ai giovani di non farlo?

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Schillaci: “Gap spesa sanitaria con l’Europa è sceso”. E sui medici di famiglia: “Riforme per i cittadini non per interessi corporativi”

Piano pandemico. Ad oltre due anni dalla scadenza arriva il via libera dalla Conferenza Stato Regioni. Fondi a chi dimostra di aver recepito le regole

Liste d'attesa. Schillaci: “81% visite erogate nei tempi, trend invertito”. E sulla riforma della medicina generale, spiega: “Non aboliremo il rapporto fiduciario con i medici di famiglia”

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci