Cannabis. In Svizzera è boom di quella legale “depotenziata”. Il business fiorisce ma emergono i primi dubbi sulla salute

Cannabis. In Svizzera è boom di quella legale “depotenziata”. Il business fiorisce ma emergono i primi dubbi sulla salute

Cannabis. In Svizzera è boom di quella legale “depotenziata”. Il business fiorisce ma emergono i primi dubbi sulla salute
In Svizzera, negli ultimi mesi è boom di vendite della cosiddetta "marijuana-light" a ridotto contenuto di Thc (<1%) e di imprenditori elvetici che si dedicano al business dell'“erba depotenziata” legalizzata da sei anni. Stanno però emergendo problemi per la polizia che non riesce a distinguere a vista la cannabis legale da quella vietata ed anche dubbi per la salute in riferimento al contenuto del prodotto.

(Reuters) – Sono passati sei anni dalla legalizzazione della cosiddetta "marijuana-light" a ridotto contenuto di Thc (<1%), ma il suo potenziale per fare soldi sembra essere stato scoperto solo alla fine dell'anno scorso, quando il business è improvvisamente decollato. "Il tutto è iniziato poco a poco lo scorso anno, poi improvvisamente le cose sono precipitate nel dicembre 2016 e nel 2017", ha detto un portavoce dell'Agenzia delle Dogane Svizzere a Berna, che si occupa di tassarne il commercio.
 
Il numero di rivenditori autorizzati a commerciare cannabis a basso contenuto di THC è aumentato da poche decine a 140 in poco tempo, spiega l'Agenzia. Si prevede un ricavato di circa 25 milioni di dollari sulle vendite legali di cannabis nel 2017, stimate attorno ai 100 milioni di dollari, anche se il portavoce ha detto che la cifra potrebbe essere molto più alta se l'impennata di vendite continuasse. Paul Monot, uno dei fondatori del negozio di cannabis Doctor Green's a Ginevra, ha detto che il commercio del suo negozio è cresciuto bruscamente dopo la sua apertura a dicembre. Il fatturato mensile è passato da 50.000 a 100.000 franchi svizzeri e la quantità di cannabis venduta mensilmente è cresciuta da quattro a otto chili. Ora ha intenzione di iniziare la commercializzazione dei prodotti in 40 punti vendita.
 
"I nostri clienti sono misti. Non solo lo stereotipo dei fumatori disoccupati che indossano vecchi berretti e scarpe da ginnastica – afferma Monot – provengono da tutti i ceti sociali: anche gli 88enni la comprano, così come i lavoratori, i banchieri e gli avvocati". La sperimentazione della Svizzera con la cannabis a basso tenore di THC si presenta come nei diversi stati degli Stati Uniti che hanno depenalizzato o legalizzato il ‘pot’. L'Europa ha un mosaico di leggi in materia. L'Olanda è conosciuta per i coffee shop in cui le autorità consentono la vendita di piccole quantità di marijuana. In Germania è in via di approvazione una legge che legalizza la cannabis per uso medico. In Italia l'uso terapeutico non solo è approvato ma anche sostenuto economicamente dallo Stato per particolari patologie, con forti differenze in materia a livello interregionale.
 
Diversi paesi hanno sperimentato regole per ridurre le pene per il possesso di marijuana o per autorizzare la coltivazione di coltivazioni a basso contenuto di THC. Ma gli svizzeri sono stati tra i primi a rendere pienamente legale il pot a basso tenore di THC con logiche conseguenze anche sul piano fiscale. Le autorità si stanno ancora adattando. La polizia di Zurigo e della vicina Sciaffusa confiscano tuttora la cannabis, sostenendo che sia impossibile discernere se il suo contenuto di THC rientri nei limiti di legge senza un test costoso. La Polizia di Ginevra ha detto che sono alla ricerca di metodiche per verificare se una partita di cannabis è legale.
 
Barbara Broers, vice-presidente della Società Svizzera di Medicina delle Dipendenze, ha detto che ci potrebbero essere ancora rischi per la salute, ad esempio se i coltivatori usassero antiparassitari per le coltivazioni. "Non sappiamo cosa c'è dentro. I controlli per sapere veramente cosa c’è nella sostanza sono inadeguati", ha detto Broers.
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science) 

22 Marzo 2017

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