Melanoma: 3 geni aumentano il rischio del 30%

Melanoma: 3 geni aumentano il rischio del 30%

Melanoma: 3 geni aumentano il rischio del 30%
Secondo uno studio pubblicato su Nature Genetics, il cancro della pelle sarebbe legato anche a fattori genetici e non solo a caratteristiche somatiche come il colore dei capelli, degli occhi o della pelle, o la numerosa presenza di nei

Il melanoma è uno dei tumori maligni della pelle che causano più decessi, ma da oggi prevederne l'insorgenza potrebbe risultare più facile. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto tre geni che ne aumentano il rischio di insorgenza: sono i primi difetti nel Dna a causare il tumore che non sono collegati al colore dei capelli, degli occhi o della pelle. La scoperta, compiuta dall'Università di Leeds in Gran Bretagna, dall'Università del Queensland in Australia e dal consorzio GenoMel, che vede riunite équipe che in tutto il mondo studiano questa patologia, è stata pubblicata su Nature Genetics.
Per ottenere questo risultato i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue di 2.981 pazienti affetti da melanoma per poi confrontarli con quelli prelevati da 8.408 individui sani. In questo modo hanno scoperto che l'alterazione di tre geni aumentava del 30% la possibilità di sviluppare il cancro della pelle. In media, infatti, secondo gli scienziati quando i tre geni non sono modificati c'è un rischio di uno a 60 di sviluppare il cancro della pelle. Ma nel caso in cui tutte le copie dei tre geni – sia nei cromosomi materni sia paterni – siano alterate, questo sale a uno su 46.
I tre geni erano stati in precedenza collegati ad altre funzioni: uno era connesso alla narcolessia (gene Mx2), uno coinvolto nella riparazione del Dna (gene Atm) e l'ultimo associato all'apoptosi, processo di morte cellulare programmata (gene Casp8). In passato, invece, gli unici fattori considerati per questo tipo di cancro erano collegati a caratteristiche quali pelle chiara, occhi verdi o blu, capelli biondi o rossi e la presenza un grande numero di nei sulla pelle: le persone più a rischio erano dunque quelle la cui cute si brucia facilmente, oppure quelle con una storia familiare di melanomi. “Sapevamo che la sovraesposizione ai raggi UV aumentasse il rischio di insorgenza del tumore”, ha spiegato Tim Bishop, docente all'Università di Leeds e coordinatore dello studio. “Ma la nostra ricerca dimostra che ci sono altri fattori genetici che possono concorrere alla patologia.”
Risultati che potrebbero avere interessanti ripercussioni sullo studio del cancro, come ha sottolineato Lesley Walker, che si occupa di fare informazione sui tumori all'interno dell'organizzazione Cancer Research UK. Non nascondendo un grande entusiasmo. “Questi risultati sono molto affascinanti. Potrebbero portare a una comprensione più profonda del melanoma e fornire un nuovo approccio per identificare in anticipo le persone che sono a rischio di sviluppo del cancro alla pelle, ma anche di numerosi altri tumori”, ha detto la Walker. Che però ha poi aggiunto: “In ogni caso il modo migliore di ridurre il rischio di sviluppo della patologia è proteggersi dal sole coprendosi, passando più tempo all'ombra, e applicando creme solari che abbiano un fattore di protezione almeno pari a SPF 15, ricordandosi di applicarlo generosamente e in maniera regolare.”
 
Laura Berardi

Laura Berardi

12 Ottobre 2011

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