Fofi replica a Fnomceo: “Nessuno accaparramento di prerogative. Sarebbe comunque il medico a sovraintendere all’inoculazione”
"Situazione differente da quella britannica, per esempio, dove è il farmacista, in possesso di una certificazione – prosegue la nota della Fofi – a praticare l’immunizzazione antinfluenzale, come previsto anche nella sperimentazione recentemente avviata in Francia. Non pare, per inciso, che in questi due paesi siano tenute in scarso conto le prerogative delle diverse professioni sanitarie".
"In Canada, nella provincia del Quebec, nelle farmacie sono gli infermieri a praticare non solo la vaccinazione antinfluenzale, ma anche quelle contro epatite A e B e altre destinate alla profilassi dei viaggiatori. Nelle situazioni citate – si legga ancora nelal nota – il coinvolgimento delle farmacie è stato motivato innanzitutto dalla necessità di aumentare la copertura vaccinale a fronte di una situazione non ottimale".
La possibilità prevista dall’emendamento D’Ambrosio Lettieri, Mandelli, Rizzotti, per la Fofi. va nella stessa direzione: "a fronte della reintroduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, dell’aumento del numero delle vaccinazioni stesse e della necessità di ottemperare alle previsioni di legge in tempi contenuti, la possibilità di disporre di un presidio sanitario dove il medico può effettuare solo e soltanto l’atto professionale cui si riferisce il decreto può certamente contribuire a snellire le procedure e, soprattutto, può offrire un punto di riferimento nelle località a minore intensità di strutture sanitarie".
"Non crediamo che questa disposizione possa compromettere la tracciabilità della pratica vaccinale", conclude la Fofi, che ricorda come "da decenni, ormai, i farmacisti di comunità assicurano la tracciabilità di milioni di prescrizioni ogni anno. E’ un dato di fatto che le modalità organizzative dell’assistenza sanitaria e le esigenze della collettività sono in costante evoluzione: tutti noi che vogliamo mantenere le professioni sanitarie al centro del Servizio sanitario e dell’opera di tutela della salute dobbiamo essere pronti a evolvere assieme al contesto in cui ci troviamo operare. Senza snaturamenti e senza invasioni di campo, salvaguardando ruoli e responsabilità ma aprendosi all’innovazione a vantaggio del cittadino".
07 Luglio 2017
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