OMS. Rischio epidemia colera da Yemen ad Arabia Saudita

OMS. Rischio epidemia colera da Yemen ad Arabia Saudita

OMS. Rischio epidemia colera da Yemen ad Arabia Saudita
Lo Yemen è colpito da un’epidemia di colera, anche se nelle ultime settimane il numero delle vittime si è drasticamente ridotto. L’OMS teme che  questa infezione possa propagarsi fino in Arabia Saudita, dove a settembre milioni di persone s’incontreranno per l’annuale pellegrinaggio alla Mecca

(Reuters Health) – Un’epidemia di colera che sta interessando lo Yemen, con 332 mila persone colpite, potrebbe diffondersi in Arabia Saudita in coincidenza con il pellegrinaggio dei fedeli alla Mecca, a settembre. È la preoccupazione espressa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) venerdì scorso. Il pellegrinaggio muove dai due ai quattro milioni di musulmani ogni anno, compresi 1,5-2 milioni di stranieri, facendo aumentare il rischio di diffusione di malattie quali febbre dengue, febbre gialla, Zika virus e malattie menigococciche, incluso il colera. Secondo Dominique Legros, esperta di colera dell’OMS, in Arabia Saudita sono anni che non si verifica un’epidemia di questa infezione, grazie all’aumento della sorveglianza e ai test rapidi per intercettare i casi in fase iniziale. Ad ogni modo, l’esperta è convinta che l’Arabia Saudita sia “ben preparata” per un’eventuale emergenza.

Come si manifesta la malattia
Il tempo di incubazione della malattia, che causa diarrea, è di poche ore. E una volta che i sintomi hanno inizio, il colera può uccidere entro qualche ora se il paziente non viene trattato tempestivamente. Tuttavia, come sottolinea Legros, le persone che manifestano sintomi sono solo la punta dell’iceberg, mentre l’80% dei pazienti non ha sintomi. “È per questo che consigliamo di eseguire test negli aeroporti”, ha spiegato l’esperto. In Yemen il numero di nuovi casi è continuato ad aumentare di circa seimila unità al giorno, anche se il numero di morti sembra essere in flessione, essendo passato da 20-40 al giorno delle scorse settimane a nove nell’ultima.

Fonte: Reuters Health News

Tom Miles

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Tom Miles

17 Luglio 2017

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