Gallera scrive al Garante per la Privacy: “Chiesta autorizzazione ad invio dati della scuola ad Ats. Legge dà indicazioni solo partire dal 2019”
“Un invio contemplato nella legge – ha sottolineato l’assessore – solo a partire dall’anno scolastico 2019/2020. Con l’Ufficio scolastico regionale abbiamo deciso di chiedere la possibilità di anticipare questo momento, pur consapevoli del fatto che, in assenza di un’anagrafe vaccinale nazionale, i dati andranno successivamente verificati anche con il contributo delle famiglie”.
Eccoil testo della lettera inviata dall’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia al presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro e al segretario Giuseppe Busia.
“Egr. dott. Soro
come noto il decreto citato all’art. 3 bis, comma 1, stabilisce che ‘A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 nonché dall’inizio del calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2019/2020, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti a trasmettere alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno scolastico o per il calendario successivi di età compresa tra zero e sedici anni e minori stranieri non accompagnati’.
A seguito di un confronto con i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, intrattenuto per condividere le procedure di attuazione della legge in questa fase transitoria, è emerso il notevole aggravio di incombenza che essa impone.
Analizzando i percorsi da compiere per arrivare a una riduzione significativa degli adempimenti, si è giunti alla conclusione che solo mediante l’invio diretto dei dati dalle scuole alle Asl (in Lombardia Ats), si potrebbe giungere a una semplificazione sostanziale.
Per questo motivo abbiamo insieme concordato di interpellarLa per verificare se un’eventuale anticipazione della decorrenza del termine di cui al citato art. 3 bis potrebbe comportare una violazione della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali”
31 Agosto 2017
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