“C’è un calo di attenzione sul tema dell’Hpv, perchè manca la consapevolezza dei rischi a cu si va incontro. Serve quindi un maggiore impegno delle istituzioni e dei medici nel dare informazioni chiare”. Ketty Vaccaro, responsabile del settore Welfare del Censis, non ha dubbi: le donne devono essere informate con più chiarezza per fare aumentare la consapevolezza dell’imoprtanza della prevenzione. “Obiettivo di questa ricerca – ha spiegato Ketty Vaccaro – era capire perché nonostante l’opportunità messa a disposizione dal Ssn, le donne italiane si vaccinino abbastanza poco, e soprattutto vaccinino poco le proprie figlie. Questo nonostante ci sia un’offerta gratuita e un prezzo agevolato per le donne fino ai 26 anni. La risposta è stata che ci troviamo in presenza di una sorta di cortocircuito psicologico: non si comprende l’importanza di questo strumento di prevenzione in quanto non si ha la consapevolezza del problema. In sostanza le donne non comprendono fino in fondo i rischi a cui vanno incontro. Diventa quindi essenziale diffondere un’informazione a monte che non sia mediata e veicolata solo ed unicamente attraverso l’informazione sulla vaccinazione tout court. Che comunque rimane uno strumento fondamentale e di efficacia comprovata, ma che ha bisogno di essere integrato con informazioni chiare e precise per dare maggiore efficienza ed efficacia alle procedure di vaccinazioni disponibili”.
È necessario quindi un impegno ulteriore da parte delle istituzioni. “E non possono non essere coinvolti anche i medici curanti – ha aggiunto Vaccaro – dal ginecologo al pediatra, chiamati a svolgere il loro ruolo di guida esperta: possono rappresentare una fonte d’informazione strategica e vicina per favorire una maggiore diffusione tra le donne italiane dei comportamenti di prevenzione delle patologie Hpv-correlate”.