Vaccini obbligatori. Garante Privacy boccia la Toscana: “No all’indicazione dei bimbi non in regola dalle Asl alle scuola”

Vaccini obbligatori. Garante Privacy boccia la Toscana: “No all’indicazione dei bimbi non in regola dalle Asl alle scuola”

Vaccini obbligatori. Garante Privacy boccia la Toscana: “No all’indicazione dei bimbi non in regola dalle Asl alle scuola”
La risposta al quesito sulla possibilità di scambio di informazioni dalle Asl verso le scuole è contenuta in una lettera che l'Autorità ha inviato alla Regione. Che si difende: “Le Asl hanno indicato solo casi ‘da meglio verificare’, che includono i non vaccinati ma anche chi non è registrato all’anagrafe vaccinale o la cui registrazione presenta errori. Così abbiamo evitato all’85% delle famiglie di dovere produrre la documentazione”. La nota del Garante

Le Asl non possono inviare alle scuole informazioni sulle vaccinazioni effettuate dai bambini e anche la sola indicazione dei nominativi “non in regola” può essere classificata come “sensibile”. Questa la posizione che il Garante per la Privacy ha comunicato alla Regione Toscana per rispondere al secondo quesito che la Regione ha posto all’Autorità in merito alle procedure adottate per ottemperare agli obblighi previsti dalla nuova normativa sui vaccini per l’accesso a scuola.
 
“La comunicazione dalle Asl alle scuole – precisava la Regione al Garante nella richiesta di parere del 5 settembre – avverrebbe in modo tale da trasmettere solo i nominativi degli iscritti e la condizione di eventuale irregolarità rispetto agli adempimenti di legge, senza inviare alcun dato sensibile inerente alle singole vaccinazioni, le eventuali patologie o le condizioni particolari di esenzione”. Ma, ha replicato il Garante confermando quanto già dichiarato in un primo parere, anche le informazioni che la Toscana vorrebbe rendere oggetto della comunicazione da parte delle Ausl “devono essere qualificate sensibili in quanto idonee a rivelare lo stato di salute dei minori, poiché tra i soggetti non in regola potrebbero ad esempio essere ricompresi minori rientranti nei casi di esonero, omissione o differimento connesse a situazioni di morbilità, pregresse o attuali, temporanee o permanenti”. La procedura della Toscana, ribadisce dunque il Garante, allo stato attuale “non può trovare soluzione all'interno di quanto previsto dagli artt. 19, comma 2, e 39, comma 1, lett. a), del Codice i quali si applicano esclusivamente ai dati personali diversi da quelli sensibili e giudiziari”.
 
La Regione Toscana era intervenuta stamani con una nota per chiarire alcuni aspetti, ma precisando anche di non avere ancora ricevuto nessun atto dal Garante e di basarsi, quindi, su quanto appreso attraverso gli organi di stampa. “Le Asl toscane – teneva comunque ad evidenziare la Toscana – non hanno mai trasmesso alle scuole dati sullo stato di vaccinazione dei singoli e neppure segnalato casi di ‘non regolarità’. Hanno invece segnalato casi ‘da meglio verificare’, una casistica composita che, oltre ai bambini non vaccinati, comprende anche soggetti non registrati o registrati erroneamente all'anagrafe vaccinale”.

“L’incrocio degli alunni ricompresi negli elenchi scolastici con i dati presenti nell'anagrafe vaccinale – prosegue la nota della Regione – ha consentito alla maggioranza delle famiglie (circa l'85%) di evitare la produzione della documentazione. Gli altri, indicati come casi da meglio verificare, hanno invece dovuto provvedere nell'ambito del percorso ordinario previsto dalla legge”.

Il meccanismo, per la Toscana, “pare sin qui aver funzionato, consentendo di alleggerire notevolmente il peso della gestione burocratica di una partita così ampia (più di 500.000 famiglie) e complessa, anche alla luce dei tempi ristrettissimi in cui è stata compressa. Ed è soprattutto confortante il dato riguardante l'incremento della domanda, + 90% a settembre 2017 rispetto a settembre 2016”.

La prossima scadenza del 31 ottobre per gli studenti dell'obbligo (maggiori di 6 anni e minori di 17) non ripropone il problema fin qui esaminato, in quanto per questa fascia anagrafica la legge non prevede l'esclusione dalla frequenza scolastica per i non adempienti all'obbligo vaccinale, e quindi non rende necessario comunicare gli esiti della verifiche Asl alle scuole.

26 Ottobre 2017

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