Noi possiamo: la nuova campagna della Lila
Ed è a questo principio, TasP, che s’ispira la campagna d’informazione “Noi possiamo”, presentata ieri a Milano dalla Lila, in occasione della Conferenza europea sull'Hiv che si è chiusa oggi a Milano.
“Si tratta di un’evidenza scientifica dalla portata rivoluzionaria – ha spiegato il presidente Nazionale della Lila, Massimo Oldrini – paragonabile all’avvento delle terapie antiretrovirali: anche per questo abbiamo deciso di farne il tema della campagna con cui celebriamo il nostro trentennale”.
La campagna della Lila, la prima in Italia dedicata a questo argomento, aderisce ad una più ampia campagna internazionale lanciata un anno fa da Prevention Access Campaign dal titolo U=U, Undetectable = Untrasmittable, ossia: “Non rilevabile = Non trasmissibile”.
La campagna
Articolata in un video e in una serie di immagini, “Noi Possiamo” punta a spiegare con chiarezza questa “rivoluzione” ad un pubblico più vasto possibile, attraverso l’aiuto dei media, on-line, cartacei, radio-tv, dei social e del materiale informativo, come flyers, brochure, locandine, manifesti, che sarà distribuito dalla Lila in occasione delle tante iniziative organizzate sui territori.
“Quando la Lila mi ha chiamato per questa campagna, spiegandomi cosa fosse la TasP, mi sono sentita come qualcuno che riceve una bellissima notizia – ha raccontato Giorgia di Pasquale, direttore creativo di Diversity, che ha curato e realizzato il video – e mi sono chiesta perché questa straordinaria novità non fosse scritta ovunque, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari, per la strada, sui social”.
“Ho provato a sentirmi non lo spettatore ma il protagonista della storia che volevo raccontare e mi sono sentita piena di speranza e orgoglio – ha proseguito Di Pasquale – è stato allora che è nato lo spot: una vera e propria dichiarazione di esistenza, una rivendicazione orgogliosa, non solo del diritto alla salute ma del diritto alla vita nella sua dignità e completezza”.
Dalle terapie antiretrovirali al “Trattamento come Prevenzione”
Grazie alle terapie antiretrovirali (Art) e alla TasP, che ne è la conseguenza, le persone con Hiv stanno raggiungendo livelli di benessere e aspettative di vita paragonabili a quelli della popolazione generale, possono gestire con più serenità la propria vita sessuale e affettiva, avere figli sani in modo naturale.
“Il concetto di TasP – ha detto ancora Oldrini- rappresenta una straordinaria opzione preventiva e di salute pubblica che non vuole sostituirsi all'utilizzo del condom ma è ad esso complementare così come indicano le agenzie internazionali”.
Adriano Lazzarin, primario della clinica malattie infettive del San Raffaele, uno dei clinici italiani ed europei più prestigiosi nel campo della ricerca e del trattamento dell’Hiv/Aids, ha portato la sua testimonianza come certificazione dell’efficacia della Tasp. “Oggi abbiamo strumenti altamente efficaci per battere l’Hiv – ha detto Lazzarin – bisogna cominciare a dirlo chiaramente: dalla PrEP alla Pep – profilassi Pre e Post esposizione – al Condom, efficace al 100%, fino alla TasP che in Italia è già una realtà per quasi il 90% delle persone con Hiv in terapia”.
Lo “Studio Partner”
Condotto in settantacinque centri clinici, in quattordici paesi europei. Il trial ha arruolato 1.166 coppie siero-discordanti – un partner con Hiv e in terapia con soppressione viremica e un partner HIV negativo – che hanno avuto rapporti sessuali senza preservativo. I rapporti penetrativi senza condom riportati sono stati 58 mila di cui 22 ila tra Msm (uomini che fanno sesso con altri uomini) e 36 mila eterosessuali. In sei anni nessuna infezione è stata registrata (il video dello studio) .
Richiamandosi a questo studio ed ai risultati acquisiti in decenni di lavoro sul campo, Lazzarin ha parlato di miracolo di cui non si sfruttano al massimo le potenzialità: “cosa può esserci di più rassicurante della TasP? – ha continuato – eppure, complice lo Stigma che ancora grava sulle persone con HIV, il sommerso mantiene proporzioni rilevanti”.
Hiv, dati e conseguenze
Il numero di persone non consapevoli di avere l’Hiv resta, infatti, in Italia piuttosto consistente: la stima è che una persona con Hiv su quattro non conosca la propria condizione sierologica. La conseguenza è che quasi la metà delle diagnosi di Hiv avviene con molto ritardo, spesso già in fase di Aids conclamata, condizione che può compromettere gravemente lo stato di salute, rendere meno efficaci le terapie e aumentare il rischio di trasmettere, inconsapevolmente il virus ad altri e altre.
“Stigma e pregiudizi sono nemici della prevenzione e per questo abbiamo deciso di puntare ad una campagna informativa che cambi il modo in cui si guarda, tuttora, all’Hiv/Aids – ha detto Lella Cosmaro, settore prevenzione Lila e rappresentante del Civil Society Forum europeo- su questi temi l’informazione ed il senso comune continuano a muoversi secondo un immaginario anni ’80, stretto tra sensazionalismo e pietismo. Società civile e comunità scientifica – ha concluso – dovrebbero prendere più spesso posizione e farsi promotori di un’informazione più corretta e basata sulle evidenze scientifiche”.
27 Ottobre 2017
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