Sangue cordonale: Italia e Francia alleate contro le banche private

Sangue cordonale: Italia e Francia alleate contro le banche private

Sangue cordonale: Italia e Francia alleate contro le banche private
L’AdoCeS promuove l’elaborazione di un documento contro il “mercanteggiare di qualsiasi tipo di tessuto del corpo umano”. Sarà sottoposto al Parlamento Europeo in autunno.

“Grande escroquerie”, grande truffa. È così che Licinio Contu, genetista e presidente della Federazione Italiana AdoCeS (Associazione Donatori Cellule Staminali) ha definito senza mezzi termini l’attività delle banche private di sangue cordonale nel corso della conferenza stampa "La donazione di sangue cordonale oggi. Italia e Francia insieme per una strategia europea condivisa" tenuta a margine del Sanit a Roma.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per gettare le basi per la costituzione di un comitato italo-francese per promuovere la donazione del sangue cordonale a livello europeo contrastando il flusso di sacche verso le banche private estere per l’utilizzo autologo (in base ai dati ufficiali oggi sono circa 45 mila e – contestano i rappresentanti AdoCeS – mai una di esse è stata utilizzata per un trapianto).
L’organismo elaborerà una strategia da sottoporre al Parlamento Europeo per indirizzare un intervento condiviso nei Paesi che ne fanno parte. Arriverà inoltre a inviare un appello a Governo e Parlamento italiani e francesi per il rispetto del principio di gratuità e solidarietà di qualsiasi tipo di tessuto umano per uso terapeutico.
L’alleanza italo-francese in questo campo è motivata dal fatto che i due Paesi sono gli unici, in Europa, a non consentire l’apertura sul proprio territorio di banche private. “Solo due paesi, l’Italia e la Francia, sono rimasti a difendere il corpo umano, a cominciare dal sangue cordonale, dalla “deriva mercantile” in atto in questi anni”, ha sentenziato Contu.
Una difesa più che motivata, ha fatto presente Alberto Bosi presidente del Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo (GITMO) e trapiantologo, ci sarebbe un gran ha sottolineato: “se non si riesce a mantenere forte la donazione del sangue cordonale – ha dichiarato – si rischia di far fallire tutto il sistema dei trapianti per mancanza di sacche. Anche perché si deve tener presente che il sangue cordonale oggi non viene più utilizzato solo per i bambini ma anche per gli adulti”.
Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nel corso del 2009, sono state donate a scopo solidaristico 16.207 unità di sangue cordonale, tuttavia soltanto un quarto di esse è risultato idoneo al bancaggio. In crescita la raccolta a scopo autologo (con l’invio delle sacche all’estero): sono state 18 mila le richieste di autorizzazione all’esportazione inoltrate al ministero della Salute, 14 mila quelle concesse.



 


Antonino Michienzi

23 Giugno 2010

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