Secondo il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Prof. Enrico Garaci, “l'obesità si presenta come un fenomeno legato anche a situazioni socio-economiche. Individui con bassi livelli di istruzione e con un un più sfavorevole quadro socio-economico hanno una probabilità più elevata di essere obese, specialmente nel caso delle donne”. L'obesità è diventata una delle problematiche sanitarie più importanti nel “panorama della Sanità” non soltanto a livello italiano ma addirittura mondiale, tanto da far parlare di epidemia. Oltre agli effetti di natura medico-clinica l'obesità rappresenta un problema per i costi che impone alla società. Una persona gravemente obesa perde in media 8/10 anni di vita . Per ogni 15 kg di peso in eccesso, il rischio di morte prematura aumenta del 30%
I dati forniti dall'OCSE ci dicono che in Italia un adulto su 10 è obeso e più della metà degli uomini e più di un terzo delle donne sono sovrappeso. Il problema è particolarmente rilevante nei bambini ( un bambino su 3 è sovrappeso). I bambini che hanno un genitore obeso hanno una probabilità 3-4 volte maggiore di essere obesi ( cause genetiche, cattivi stili di vita ereditati dai genitori..)
Con l'aumento delle malattie croniche, secondo il Prof. Vincenzo Atella,dell'Università Roma Tor Vergata, intervenuto oggi al VI Forum Risk management di Arezzo, “i costi della sanità saranno inesorabilmente destinati a salire nei prossimi decenni” L'obesità è oggi responsabile del 2-8% dei costi sanitari e del 10-13% dei decessi in Europa.
Cosa fare allora?
Secondo Filomena Pierantoni, dell'Ospedale S.Eugenio di Roma, bisogna applicare tutta una serie di interventi di prevenzione: “Prevenzione individuale” favorendo l'attività di counseling da parte dei medici di famiglia rivolto agli individui a rischio; “Prevenzione sui luoghi di lavoro” introducendo programmi che comprendono controlli medici con azioni educative, interventi con incentivi per i lavoratori ( abbonamenti gratuiti per la palestra ad esempio), rendere disponibili nelle mense menù poveri in cibi grassi e altamente energetici);“Prevenzione efficace nelle scuole” riducendo al minimo le attività sedentarie durante le ore di gioco e fornendo regolarmente diverse opportunità di attività ludiche;“Interventi rivolti alla popolazione” promuovendo campagne informative utilizzando i mass media; “Interventi strutturali” introducendo misure fiscali capaci di modificare i prezzi di frutta e verdura, pubblicità mirata rivolta ai più giovani e introduzione dell'etichettatura obbligatoria che consenta al consumatore di individuare facilmente gli alimenti ad elevato apporto energetico o di grassi.