Nursind: “A Milano Pronto Soccorso al collasso. Sovraffollati e con tempi di attesa di ore”

Nursind: “A Milano Pronto Soccorso al collasso. Sovraffollati e con tempi di attesa di ore”

Nursind: “A Milano Pronto Soccorso al collasso. Sovraffollati e con tempi di attesa di ore”
Al Niguarda almeno 50 accessi al giorno in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al San Paolo il 20-25% in più. Fuori città soffre soprattutto Legnano, ospedale di riferimento per il trattamento dell’ictus, delle urgenze neurochirurgiche e in cui è attivo il trauma center.
 

“I Pronto Soccorso milanesi e lombardi in generale sono già al collasso, ancora prima che si verifichi l'annunciato picco annuale di casi influenzali, atteso in questi giorni. Sono sovraffollati, con tempi medi per le visite/ricoveri che, nella gran parte dei casi, richiedono svariate ore di attesa”. È la denuncia del NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che da qualche settimana monitora la situazione dei Pronto Soccorso di Milano.

“Ad esempio al Pronto Soccorso dell'Ospedale Niguarda, nel periodo monitorato che va dal 20 dicembre 2017 all'8 gennaio 2018, gli accessi risultano 5.790 , ovvero circa 50 utenti in media al giorno in più rispetto al già tragico, analogo periodo dell'anno scorso. Di questi, ben 1.623 pazienti erano pediatrici”, spiegano i delegati sindacali NurSind presso il Niguarda.

Non va meglio all’Ospedale San Paolo: “nel periodo che intercorre dal 1° dicembre 2017 al 6 gennaio 2018 si è visto che i pazienti che si sono presentati al pronto soccorso dal lunedì al venerdì sono stati circa 230 al giorno (+20%) , arrivando fino a 250 a partire dal venerdì sera e lungo tutta la giornata di lunedì (+ 25%), con accessi quotidiani medi di 40 utenti pediatrici dal lunedì al giovedì, con un picco di 50 nei weekend e festivi prevalentemente negli orari pomeridiani e notturni. Tutto questo escludendo il fast track, modello organizzativo che mira a decongestionare i Pronto Soccorso e dove l’infermiere invia in autonomia il paziente che presenta un quadro di patologia minore e monospecialistica direttamente allo specialista competente,” aggiungono i delegati sindacali NurSind presso il San Paolo.

La situazione non sembra essere migliore al Policlinico, il Sacco, il San Raffaele, il Fatebenefratelli, il Gaetano Pini fa sapere il sindacato. Nè fuori città, per esempio a Legnano, ospedale di riferimento per il trattamento dell’ictus (stroke unit), delle urgenze neurochirurgiche e in cui è attivo il trauma center.

“In un contesto simile diventa impossibile garantire la giusta privacy e la dignità delle persone sofferenti, assicurando a ogni paziente le cure migliori senza però mortificare la dignità professionale di chi vi opera all’interno”, afferma in una nota la Segreteria Territoriale NurSind di Milano che ricorda come nei giorni scorsi l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera avesse rassicurato sulla messa in atto di iniziative finalizzate a tamponare il fenomeno del sovraffollamento dei Pronto Soccorso.

“La situazione in Pronto Soccorso non ci sembra in alcun modo migliorata, non solo dal punto di vista economico, ma anche della dotazione delle risorse umane”, dice ancora il NurSind. “ll cronico collasso dei PS è il prodotto visibile di una politica di sottrazione progressiva ed inesorabile di risorse umane ed economiche alla Sanità pubblica. Basterebbe che Governo e Regioni si occupassero delle sofferenze sociali come di quelle bancarie per evitare che la soluzione al sovraffollamento dei Pronto Soccorso sia un cartello con la scritta ‘chiuso per tagli’”.

12 Gennaio 2018

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