La Asl risponde a La Stampa: “Nessuna carenza assistenziale a San Damiano d’Asti”

La Asl risponde a La Stampa: “Nessuna carenza assistenziale a San Damiano d’Asti”

La Asl risponde a La Stampa: “Nessuna carenza assistenziale a San Damiano d’Asti”
Nei giorni scorsi in un articolo su La Stampa si denunciava che almeno 1.400 cittadini erano rimasti senza medico di medicina generale dopo la mancata sostituzione di un medico di famiglia andato in pensione. La Asl smentisce: “I medici rimasti in servizio sufficienti ad assorbire tutti i pazienti”
 

“Non vi è nessuna carenza assistenziale per quel che concerne la medicina generale nell’ambito territoriale di San Damiano d’Asti”. È questo il messaggio chiave di una lettera inviata dal direttore generale della Asl di Asti Ida Grossi a La Stampa.


 


Il quotidiano, nei giorni scorsi, aveva pubblicato un articolo (Pazienti rimasti senza medico a San Damiano d’Asti: “Si sapeva e si poteva evitare”) in cui si denunciava che la mancata sostituzione di un medico andato in pensione (Livio Franco Carlevero, intervistato dal quotidiano) avrebbe lasciato senza medico almeno 1.400 cittadini.

Denuncia completamente infondata secondo Grossi, che ricostruisce la vicenda.

“Il Dottor Livio Franco Carlevero ha cessato il proprio rapporto convenzionale con l’ASL di Asti come medico di medicina generale, a seguito di dimissioni, a partire dal 1° gennaio 2017. Il Dottor Franco Carlvero, che è stato medico di medicina generale convenzionato con l’ASL di Asti dal 1981 ed ha anche ricoperto il ruolo di rappresentante della medicina di gruppo ubicata in San Damiano d’Asti, Via Vercellone n. 1/A, non può certamente ignorare che il conferimento sia di un incarico provvisorio di sostituzione che di nuovo incarico a tempo indeterminato ad un medico di famiglia è materia regolata dettagliatamente dagli Accordi Collettivi nazionali e regionali e non è rimessa alla valutazione discrezionale delle ASL. Infatti, la suddetta normativa contrattuale prevede, a certe condizioni, la possibilità di conferire un incarico provvisorio, qualora in un ambito territoriale si determini una carenza di assistenza dovuta a mancanza di medici in grado di acquisire pazienti”, continua la dg. “Questa situazione non si è verificata, in quanto i colleghi del Dottor Franco Carlevero (all'epoca 11 medici) potevano acquisire tutti i suoi ex pazienti. Il Dottor Franco Carlevero ha invece avuto un sostituto nella medicina di gruppo di cui faceva parte, in quanto la Regione ha rilasciato il nulla osta per il subentro nella forma associativa del Dottor Piercarlo Zandrino, medico già operante nell’ambito, la qual cosa è effettivamente avvenuta a partire dal 3 febbraio 2017”.

Grossi ricorda poi le norme che regolano la materia: “Per quanto riguarda invece il conferimento di un nuovo incarico ad un medico di famiglia occorre che sia rilevata l’esistenza di una “zona carente”, procedura che viene espletata, per normativa, due volte all’anno; se si verifica una scopertura assistenziale di almeno 800 persone (che è determinata da un rapporto tra la popolazione assistita ed il numero di medici presenti nell’ambito territoriale) è possibile pubblicare il bando per la copertura del posto vacante”, aggiunge. “Questa procedura, di cui si è data una descrizione estremamente sintetica ma che è normata in modo molto preciso, è stata seguita dall’Asl AT: la prima rilevazione annuale, successiva alle dimissioni del Dottor Franco Carlevero, è stata effettuata con riferimento alla data del 1° marzo 2017, formalizzata con provvedimento dell’ASL n. 408 del 21/3/2017 e trasmessa all’Assessorato Sanità; analogamente si è proceduto con la seconda rilevazione annuale, è stata effettuata con riferimento alla data del 1° settembre 2017, formalizzata con provvedimento dell’ASL n. 1278 del 13/9/2017 e trasmessa all’Assessorato Sanità”.

Da questi atti, conclude, “che peraltro hanno formato oggetto di pubblicazione, è risultato che non vi era alcuna carenza assistenziale: questo perché, applicando le regole contrattuali di categoria, la capacità di assorbimento degli assistiti dell’ambito da parte dei n. 11 medici di medicina generale all’epoca ivi operanti era sufficiente ed adeguata”.

24 Gennaio 2018

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