Lazio. Istituzioni in rete contro la violenza di genere

Lazio. Istituzioni in rete contro la violenza di genere

Lazio. Istituzioni in rete contro la violenza di genere
Un protocollo firmato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, dalla Regione e dalla Procura punta a dar vita a progetti che coinvolgano istituzioni giudiziarie, servizi socio-sanitari, centri anti-violenza, forze dell’ordine e che siano finalizzati all’assistenza, alla protezione e all’ascolto delle vittime di violenza.

Il presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Nicola Piccinini, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma Giovanni Salvi hanno firmato un Protocollo d’intesa per la realizzazione di un sistema integrato di protezione delle “vittime di violenza di genere e di quelle in condizione di particolare vulnerabilità”.

Il protocollo, modellato un analogo documento siglato nel 2016 tra la Procura della Repubblica di Tivoli e l’Ordine degli Psicologi del Lazio, si propone di promuovere iniziative finalizzate all’assistenza, alla protezione e all’ascolto delle vittime di violenza mediante un approccio “di rete” (con il concorso di istituzioni giudiziarie, servizi socio-sanitari, centri anti-violenza, forze dell’ordine) al fine di scongiurare il rischio di vittimizzazione secondaria.

La Regione Lazio ha previsto lo stanziamento di 300.000 euro annui finalizzati ad avviare le iniziative emergenti nei territori giudiziari del Lazio attraverso il canale delle aziende sanitarie e previa approvazione dei progetti da parte della Regione.

“In effetti siamo a una svolta. Tutto è nato lo scorso settembre quando sono stato a Tivoli a visitare lo Spazio Ascolto istituito presso la Procura”, ha dichiarato Nicola Zingaretti a margine della firma del protocollo. “In quell’occasione  verificammo la possibilità di replicare un progetto importante e virtuoso, basato sull’integrazione di attori diversi e indispensabili: istituzioni giudiziarie e sociosanitarie, psicologi, forze dell’ordine e privato sociale. Un sistema utile da un lato a impedire che le vittime rimangano intrappolate nella paura e nel senso di abbandono, dall’altro in grado di svolgere un’azione preventiva, intercettando la presenza di atti di violenza che possono sfuggire alla percezione collettiva e, dunque, ai percorsi di assistenza e recupero”.

“La formalizzazione di questo accordo – ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Nicola Piccinini –  dimostra la bontà della scelta compiuta un anno fa con l’apertura dello sportello di ascolto. Lo consideriamo un punto di avvio, il rilancio di un percorso di rete che, come avvenuto con altre esperienze, dimostra la capacità della nostra professione di offrire un contributo adeguato e innovativo alle esigenze della comunità. Sono contento soprattutto per le colleghe specializzate che garantiscono lo svolgimento del servizio in modo professionale e responsabile, perché ora potranno vedere finalmente riconosciuto il lavoro che svolgono, come abbiamo sempre auspicato intraprendendo questa sfida”.

“Questo protocollo – ha sottolineato Vera Cuzzocrea, coordinatrice dello Spazio Ascolto e Accoglienza Vittime di Tivoli – vuole promuovere lo sviluppo di un sistema di presa in carico delle vittime in condizione di vulnerabilità più efficace, che sappia da una parte ascoltare maggiormente le esigenze di protezione incontrate durante tutto l’iter giudiziario, come stiamo provando a fare a Tivoli, dall’altro utilizzare le risorse e le specificità presenti in ciascun territorio”.

“Ogni Procura infatti – come sottolineato anche dal Procuratore Generale della Corte d’Appello di Roma Giovanni Salvi – in rete con le aziende locali e con il supporto di altri enti potrà promuovere diverse azioni, dall’apertura di altri spazi di ascolto alla predisposizione di sale attrezzate per le audizioni protette, ad altro, a seconda delle specifiche necessità”.

19 Febbraio 2018

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