Veneto. Maggioranza contro Zaia: “Via le risorse per il centro di riferimento per i disturbi dell’identità di genere”

Veneto. Maggioranza contro Zaia: “Via le risorse per il centro di riferimento per i disturbi dell’identità di genere”

Veneto. Maggioranza contro Zaia: “Via le risorse per il centro di riferimento per i disturbi dell’identità di genere”
A gennaio la Giunta aveva deliberato di destinare 200 mila euro all’anno per i prossimi 3 anni alla Casa di Cura Abano Terme riconoscendola come struttura di riferimento regionale per i disturbi di identità di genere. Tre mozioni presentate e votate dal centro-destra hanno detto No al provvedimento.

Stop ai finanziamenti alla Casa di Cura Abano Terme per la sua funzione di centro di riferimento dell’identità di genere in Veneto.
Il Consiglio regionale, nella seduta di ieri, ha infatti approvato tre mozioni che bocciano la decisione assunta dalla giunta poco più di un mese fa, quando in un’apposita delibera aveva identificato la struttura di Abano Terme come la struttura di riferimento regionale per i disturbi dell’identità di genere per i cittadini residenti e destinato a essa 200 mila euro all’anno per i prossimi tre anni.

“Considerata la complessità e la multidisciplinarietà degli interventi da eseguire, si propone di individuare una struttura polispecialistica quale riferimento regionale per la presa in carico complessiva dei pazienti con disturbi di identità di genere, in grado di fornire quanto necessario per dare un’appropriata risposta ai bisogni di tali pazienti”, aveva spiegato a dicembre presentando la delibera l’assessore alla Sanità veneto Luca Coletto. “Si ritiene opportuno identificare una sola struttura in tutto il territorio regionale, in quanto la complessità delle tematiche connesse a tali disturbi rende necessario assicurare la concentrazione delle competenze, multidisciplinari e multispecialistiche, oltre che la presenza di professionisti con ampia e qualificata visione delle problematiche connesse e degli sviluppi clinici in ambito nazionale ed internazionale e delle tecnologie. Questo anche per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori”.

La scelta era caduta sulla Casa di Cura 'Abano Terme Polispecialistica e Termale' quale "struttura di riferimento regionale per i disturbi di identità di genere nei confronti dei cittadini residenti nel Veneto”.
E, considerata “la valenza regionale della complessa attività che dovrà essere svolta dalla struttura – aveva aggiunto Coletto – coerentemente con i principi di ottimizzazione dell’offerta e di economicità ed efficienza nell’uso delle risorse che sottendono alla programmazione sanitaria regionale, si propone di assegnare alla succitata Casa di Cura, per il triennio 2018-2020, un finanziamento a funzione massimo annuo pari ad euro 200.000,00”.

È a questa scelta che si sono opposte ieri le tre mozioni.
Una, la 275, a firma di Giovanna Negro (Il Veneto del fare – Flavio Tosi – Noi con l'Italia ) invita la Giunta a “finanziare con euro 200.000 annui gli interventi ed i trattamenti relativi alla fertilità di coppia e Pma in modo da renderli gratuiti per una buon parte dei cittadini veneti”, dato che “la procreazione medicalmente assistita (PMA) riveste un’importanza fondamentale nella sfera della vita di una coppia e dovrebbe essere maggiormente sostenuta dal punto di vista finanziario”.

La seconda (n° 296), a prima firma Stefano Casali (Centro destra Veneto – Autonomia e libertà),  chiede di ritirare e/o modificare “la delibera di Giunta nella parte dove riconosce un finanziamento di 600 mila euro” e di offrire gratuitamente i trattamenti “esclusivamente nei casi di patologie di ermafrodismo od anomalie di conformazioni fisiche”. “Non non si mette in discussione la libertà di un individuo di cambiare sesso, ma è auspicabile che chi ha queste necessità provveda autonomamente ad autofinanziarsi, senza dover impegnare i fondi già scarsi del bilancio regionale”, si legge nella mozione.
 
La terza, 297, a firma di Nicola Ignazio Finco (Liga Veneta – Lega Nord ) chiede di annullare la delibera per destinare le risorse “alle fasce più deboli della società”.

Approvate tutte e tre con i voti favorevoli di Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Centro destra Veneto e Veneto per l’Autonomia. Unici voti negativi (9) quelli del centrosinistra: Partito Democratico, Liberi e uguali, Lista Moretti.

16 Febbraio 2018

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