Studio italiano mostra efficacia e sicurezza sovrapponibile con terapie biologiche nelle MICI

Studio italiano mostra efficacia e sicurezza sovrapponibile con terapie biologiche nelle MICI

Studio italiano mostra efficacia e sicurezza sovrapponibile con terapie biologiche nelle MICI
Utilizzare infliximab o adalimumab è indifferente in termini di sicurezza ed efficacia. Lo studio è frutto di un protocollo che è stato discusso nell’ambito delle attività della Commissione Regionale del Farmaco della Regione Lazio – CoReFa, a sostegno di alcune linee di indirizzo per l’uso appropriato dei farmaci biologici.

L’analisi è stata effettuata presso il dipartimento di Epidemiologia del SSR ASL Roma1, dove è stato svolto uno studiocomparativo sulla valutazione di effectiveness e safety confrontando, nelle reali condizioni d’uso, i due farmaci biologici più utilizzati nel trattamento di morbo di Crohn (MC) e rettocolite ulcerosa (RU) utilizzano i dati dei sistemi informativi sanitari.
 
Lo studio è frutto di un protocollo che è stato discusso nell’ambito delle attività della Commissione Regionale del Farmaco della Regione Lazio – CoReFa, a sostegno di alcune linee di indirizzo per l’uso appropriato dei farmaci biologici.
 
Gli studi registrativi individuano infliximab e adalimumab come superiori rispetto al placebo sia nell’induzione che nel mantenimento della remissione nelle MICI. Tuttavia, mancano in letteratura studi randomizzati e controllati testa a testa tra infliximab e adalimumab. L’unico confronto (indiretto) tra i due anti-TNF alfa è stato effettuato all’interno di network metanalisi e, di recente, in condizioni di real life nella pratica clinica svolti prevalentemente in realtà extraeuropee.
 
L’obiettivo dello studio condotto è stato quello di effettuare una valutazione comparativa di efficacia e sicurezza sui due farmaci biologici in condizioni di reale pratica clinica.
 
Gli esiti confrontati tra i due farmaci, utilizzando una coorte di pazienti nuovi utilizzatori di biologici arruolati tra gli anni 2008-2014 e seguiti per un follow-up di due anni, sono stati il ricorso alla chirurgia dell’intestino, l’insorgenza di gravi infezioni opportunistiche e il ricorso alla terapia con steroidi.
 
Le analisi, che hanno incluso 1,432 pazienti affetti da MICI (42% e 83% esposti ad Infliximab, rispettivamente per MC e RU) sono state svolte sia attraverso il disegno “intention to treat” che “as treated”, ovvero escludendo dall’osservazione i soggetti in presenza di switch tra i due farmaci o discontinuazione della terapia.
 
Lo studio ha tenuto conto del consumo precedente di farmaci comunemente utilizzati nel trattamento delle MICI, della presenza di fattori di rischio e comorbidità; tutti questi sono stati considerati come potenziali confondenti o modificatori di effetto. Il rischio di nuovo utilizzo di steroidi è stato valutato separatamente per i pazienti in trattamento con steroidi negli ultimi sei mesi prima del trattamento con biologici.
 
Il risultato finale è stato che per tutti gli esiti considerati non sono emerse differenze tra i due agenti, dimostrando per quanto riguarda il profilo di effectiveness and safety un quadro di sovrapponibilità tra i due farmaci biologici.
 
Dipartimento Epidemiologia del S.S.R .Regione Lazio

25 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

Conoscenza, metodo e collaborazione: una visione per la ricerca
Conoscenza, metodo e collaborazione: una visione per la ricerca

Nel 1945, nel celebre rapporto al Presidente Roosevelt “Science, the Endless Frontier”, lo scienziato americano Vannevar Bush sosteneva che l’attività di ricerca dovesse procedere liberamente, senza l'obbligo di perseguire necessariamente...

Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi
Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi

Sono stati aggiornati i ceppi virali dei vaccini influenzali per la stagione 2026-2027. Con la determina n. 497/2026 dell'11 settembre 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre, l'Agenzia Italiana...

Dolcificanti. Efsa: “L’utilizzo del sale di aspartame-acesulfame non desta preoccupazioni per la sicurezza”
Dolcificanti. Efsa: “L’utilizzo del sale di aspartame-acesulfame non desta preoccupazioni per la sicurezza”

L’utilizzo del sale di aspartame-acesulfame (E 962) negli alimenti non solleva problemi di sicurezza. Questa la “diagnosi” dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, emersa da una nuova valutazione dell’additivo...

Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa
Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa

Da oggi è disponibile e rimborsata in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico CD20xCD3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con...