Acn. Simpef: “Piccolo ma significativo passo sulla strada del rinnovo”

Acn. Simpef: “Piccolo ma significativo passo sulla strada del rinnovo”

Acn. Simpef: “Piccolo ma significativo passo sulla strada del rinnovo”
Il Segretario nazionale del sindacato medici pediatri di famiglia, Rinaldo Missaglia, commenta positivamente la sottoscrizione della pre-intesa sul testo della bozza di accordo sulla convenzione della pediatria di famiglia, esprimendo peraltro non poche perplessità sui contenuti. "Mancano l'adeguamento alle nuove esigenze assistenziali, risposte all’annoso problema dei reciproci rapporti tra ospedale e territorio, e sulla formazione dei professionisti medici". IL TESTO

Ennesimo piccolo passo sul percorso nella definizione della trattativa con Sisac, finalizzata al traghettamento della pediatria di famiglia verso la nuova convenzione. “Un Acn che attendiamo dal luglio 2010 – spiega Rinaldo Missaglia, Segretario nazionale Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) – e che pensavamo di definire in forma e sostanza nella giornata di ieri. Purtroppo, nel corso della riunione, Sisac ha evidenziato la necessità di attendere lo sviluppo dell’iter procedurale di ratifica del documento integrativo di aggiornamento dell’atto di indirizzo, che dovrebbe terminare con la validazione da parte del Ministero dell’economia e finanze degli impegni economici relativi alla vacanza contrattuale 2010-2015 e degli incrementi/arretrati 2016-2017. Stiamo procedendo con estrema lentezza, ma almeno stiamo procedendo verso un traguardo che Sisac prevede raggiungibile entro una decina di giorni.”
 
Il segretario Simpef puntualizza, peraltro, come la pre-intesa sottoscritta sia scarsa di sostanza. “Il pre-accordo contiene – prosegue Missaglia – l’impegno, che è poco più di un auspicio, a concludere entro l’anno la contrattazione del triennio 2016-2018. Quindi, se tutto procede secondo previsione, firmeremo il nuovo Acn alla fine del 2018, risultando l’intesa di fatto già formalmente scaduta all’atto della stipula. Viene espressa un’esortazione generica alle Regioni a realizzare interventi che prendano atto del piano nazionale cronicità, con i pediatri solo marginalmente interessati, e del piano nazionale prevenzione vaccinale. Questo sembra l’unico spunto degno di nota per la nostra categoria professionale, poiché esprime la positiva ricerca di collaborazione con la pediatria di famiglia e l’asserto che siamo necessari al sistema. Il pre-accordo, inoltre, si propone di cercare soluzione ai problemi dell’accesso improprio al pronto soccorso e a quello delle liste d’attesa, entrambe questioni che riguardano purtroppo anche noi pediatri di famiglia e alla cui risoluzione ci impegneremo fin da subito a concorrere.”
 
Per quanto riguarda il nuovo regolamento del diritto di sciopero, in ottemperanza alla normativa di riferimento per i servizi essenziali, che rende di fatto inutilizzabile lo sciopero quale strumento di rivendicazione sindacale e di tutela nelle contrapposizioni ai tavoli contrattuali, Missaglia commenta: “Praticamente, mai è stato utilizzato lo sciopero in quanto tale come mezzo rivendicativo da parte dei pediatri di famiglia, da sempre consci del disagio che si arrecherebbe ai piccoli assistiti e alle loro famiglie, già in apprensione per la salute dei propri figlioli”.
 
Mancano al documento, secondo il segretario Simpef, a"spetti che il sindacato ha sempre considerato essenziali, peraltro già affrontati nel corso delle trattative; ad esempio: l’adeguamento alle nuove esigenze assistenziali dovute alle variazioni demografiche della popolazione italiana, alle nuove tipologie di assistiti con profili assistenziali sempre più evoluti, all’annoso problema dei reciproci rapporti tra ospedale e territorio, alla formazione dei professionisti medici che dovranno subentrare ai colleghi al termine della propria carriera".
 

01 Marzo 2018

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