Sla. Aumento attività delle cellule Treg associata a rallentamento progressione malattia

Sla. Aumento attività delle cellule Treg associata a rallentamento progressione malattia

Sla. Aumento attività delle cellule Treg associata a rallentamento progressione malattia
Uno studio australiano - condotto parallellamente sui topi e sull’uomo - ha evidenziato che, nella Sindrome Laterale Amiotrofica (SLA), l’aumento delle cellule che regolano il processo infiammatorio corrisponde a un rallentamento della progressione della malattia neurodegenerativa

(Reuters Health) – L’espansione delle cellule T regolatorie sarebbe associata a tassi più lenti di progressione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). È quanto emerge da una ricerca condotta su topi da laboratorio transgenici e sull’uomo. Lo studio, pubblicato su JAMA Neurology, è stato coordinato da Bradley Turner, dell’Università di Melbourne, in Australia.
 
Il razionale dello studio. Nei modelli animali con SLA e nei pazienti che soffrono di questa malattia, livelli ridotti di Treg sarebbero associati a una più rapida progressione della patologia. Per verificare questa ipotesi, Turner e colleghi hanno studiato il ruolo delle Treg nel regolare la fisiopatologia della SLA sull’uomo e l’effetto terapeutico dell’aumento dell’attività delle Treg in uno modello animale.

Le evidenze. Dai risultati è emerso che, sull’uomo, i pazienti con SLA avevano una conta dei linfociti significativamente ridotta, soprattutto per il calo della proteina CD4+ e in particolare dei livelli ridotti di attivazione dei Treg effettori (CD45RO+). Il tasso di progressione nei pazienti con SLA, inoltre, è stato inversamente proporzionale con i conteggi totali di Treg, con i conteggi totali di Treg che esprimono Foxp-4 e con i conteggi totali di Treg CD45RO+ che esprimono Fox3+, ma non con i conteggi di Treg a riposo (CD45RA+). Per quel che riguarda i risultati sul modello animale, trattando i topi con interleuchina 2c i ricercatori hanno registrato un’espansione selettiva dell’attività delle Treg effettrici, associata a sua volta a una progressione più lenta della malattia, ma non all’inizio della SLA. Questa terapia, inoltre, avrebbe portato al reclutamento di cellule T nel midollo spinale, a neuroprotezione e ridotta neuroinfiammazione.

I commenti. “Le strategie volte ad aumentare l’attività delle cellule T regolatore con agenti neuromodulatori potrebbero essere terapeuticamente utili nei pazienti con SLA”, sottolinea il leader del team di ricerca, Bradley Turner. “Il nostro studio sugli animali da laboratorio evidenzia la possibilità di ridurre la neuroinfiammazione dannosa per il sistema nervoso centrale mediante l’espansione delle cellule Treg”.“I pazienti affetti da SLA hanno un grande bisogno di scoperte significative per rallentare la progressione della malattia – aggiunge Stanley Appel, dello Houston Methodist Neurological Institute, in Texas, che ha scritto un editoriale sull’articolo -. I linfociti T regolatori sono un obiettivo nuovo e potenzialmente importante per questi malati”.

Fonte: JAMA Neurology
 
Will Boggs
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

07 Marzo 2018

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