Neonati e fine vita. Sin: “Applicare cure palliativeo e istituire il Perinatal Hospice”

Neonati e fine vita. Sin: “Applicare cure palliativeo e istituire il Perinatal Hospice”

Neonati e fine vita. Sin: “Applicare cure palliativeo e istituire il Perinatal Hospice”
Queste le proposte della Società italiana di Neonatologia (Sin) che nel corso del congresso nazionale ha affrontato i temi del fine vita dei neonati affetti da gravi patologie e dell’accanimento terapeutico. Argomento molto difficile sia per i medici che per le famiglie su cui è ancora aperto un dibattito sia in Italia che in Europa.

La Società Italiana di Neonatologia ritiene che sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su questo tema, sia a livello normativo sia nella prassi professionale, affinché ogni medico possa fare da un lato tutto ciò che serve per mantenere in vita il neonato e dall’altro creare le condizioni per accompagnare i genitori e la famiglia verso la fine della vita, attraverso un percorso di comfort care. Diversamente da com’è accaduto in Gran Bretagna, nel nostro Paese non è legale decidere l’interruzione della vita, né da parte della famiglia, né degli operatori sanitari. I medici sono chiamati ad effettuare tutte le pratiche di assistenza intensiva indipendentemente dalla qualità futura della vita, dalle ripercussioni di queste sui neonati e dal rapporto costi/benefici.
 
I neonatologi sono insieme ai ginecologi e ostetriche i primi ad essere coinvolti nelle decisioni che riguardano i bambini che passano dalla sala parto direttamente nelle Terapie Intensive Neonatali (Tin) e si trovano subito davanti alla scelta se effettuare o meno trattamenti intensivi. Allo stesso tempo, per la natura propria della professione medica, sono riluttanti ad accettare l'idea di non fare tutto il possibile per far andare avanti la vita. “Quando ciò non è possibile – spiegano i medici della Sin – e il piccolo ha la speranza di sopravvivere solo pochi giorni, è opportuno adottare le cure palliative (Comfort care), una pratica che consiste in un percorso di accompagnamento e preparazione della famiglia alla morte del neonato”.
 
“Dove non è possibile curare per guarire – affermano i neonatologi – è doveroso salvaguardare la qualità della vita e aiutare i familiari ad affrontare la morte del loro bambino. Per fare questo sarebbe utile istituire in ogni centro di terapia intensiva neonatale (Tin) un hospice perinatale con il compito di creare un percorso plurispecialistico che accompagni i genitori dalla diagnosi al decesso e che si avvalga di un team multispecialistico dedicato. In Italia sono ancora poche le strutture in cui è stato avviato un progetto di perinatal hospice, ma tutti i centri nascita di III livello, dov’è presente la Tin, stanno predisponendo iniziative volte a garantire il trattamento di questi piccoli pazienti”.  

04 Aprile 2018

© Riproduzione riservata

Visibilità per il professionista sanitario: cosa serve e cosa non serve più 
Visibilità per il professionista sanitario: cosa serve e cosa non serve più 

Per anni, nel mondo sanitario, la reputazione si è costruita soprattutto attraverso passaparola, lavoro sul territorio e relazioni sviluppate nella pratica clinica quotidiana. Negli ultimi anni, si sono aggiunti siti web, pagine social e profili online....

Medicina generale, SMI annuncia manifestazione il 28 maggio: “Riforme si fanno con i medici, non nonostante i medici”
Medicina generale, SMI annuncia manifestazione il 28 maggio: “Riforme si fanno con i medici, non nonostante i medici”

Il Sindacato Medici Italiani (SMI) annuncia una manifestazione nazionale a Roma per il 28 maggio, dalle 10.00 alle 13.00 davanti al Ministero della Salute contro la bozza del decreto di...

Gettonisti ancora in metà dei Pronto soccorso. FADOI: “Un medico su quattro pensa al prepensionamento”
Gettonisti ancora in metà dei Pronto soccorso. FADOI: “Un medico su quattro pensa al prepensionamento”

A tre anni dal decreto che ne programmava il progressivo superamento, i “gettonisti” continuano a essere presenti in oltre la metà dei Pronto soccorso italiani. È uno dei dati più...

Osteopatia, via libera ai criteri per riconoscere i titoli pregressi. Sei anni per sostenere l’esame di abilitazione
Osteopatia, via libera ai criteri per riconoscere i titoli pregressi. Sei anni per sostenere l’esame di abilitazione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 25 marzo 2026 che recepisce l’accordo Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 sui criteri per la valutazione dell’esperienza professionale e per il riconoscimento dell’equipollenza dei...