Scarsa qualità del sonno e markers infiammatori: un “legame” in rosa

Scarsa qualità del sonno e markers infiammatori: un “legame” in rosa

Scarsa qualità del sonno e markers infiammatori: un “legame” in rosa
Nelle donne che hanno difficoltà a dormire è stato osservato un incremento di markers infiammatori. In particolare, quelle che si svegliano frequentemente di notte avrebbero un aumento di un fattore coinvolto nella coagulazione del sangue, mentre quelle che hanno difficoltà ad addormentarsi avrebbero livelli più elevati di interleuchina-6. Lo studio su Sleep

(Reuters Health) – Le donne di mezza età che hanno una scarsa qualità del sonno, in particolare hanno difficoltà ad addormentarsi o un sonno interrotto, avrebbero elevati livelli di mediatori dell'infiammazione, come l'interleuchina-6, e dell'antigene del fattore di von Willebrand, legato alla coagulazione del sangue. Mediatori che potrebbero determinare un aumento del rischio di malattie cardiache, secondo quanto evidenziato dai ricercatori che hanno guidato la ricerca, coordinata da Sara Nowakowski dell'University of Texas Medical Branch di Galveston, e pubblicata su Sleep.

Lo studio
I ricercatori hanno preso in considerazione 295 donne di età media di 54 anni, la gran parte delle quali in menopausa, e hanno monitorato il loro sonno, attraverso un questionario ad hoc, oltre a eseguire analisi del sangue per evidenziare i markers dell'infiammazione e a tenerle sotto monitoraggio delle vampate di calore e del sonno per tre giorni. Le donne sono state anche invitate a tenere dei diari del sonno.

I risultati
I ricercatori americani hanno così scoperto che il 75% delle partecipanti dormiva meno di sette ore e la metà dormiva circa sei ore a notte. La metà del campione, inoltre, si svegliava durante la notte per un totale di 41 minuti o più, indicando un sonno interrotto. Le donne che avevano più difficoltà ad avere un sonno continuativo avevano livelli più elevati nel sangue del fattore di von Willebrand, mentre quelle che avevano problemi ad addormentarsi avevano livelli più elevati di fattore di von Willebrand e di interleuchina-6. La proteina-C, infine, non sarebbe stata associata a problemi del sonno.

I commenti
“Penso proprio che questo studio evidenzi il fatto che i problemi del sonno sono un fattore di rischio per la salute, proprio come accade con una dieta sbagliata e la mancanza di attività fisica” ha dichiarato Nowakowski. “L'associazione tra problemi del sonno e rischio cardiovascolare rimane comunque relativamente bassa, quindi non c'è motivo di allarmarsi, anche se dovrebbe essere condotta una ricerca più specifica”, ha spiegato Noel Bairey Merz, del Barbra Streisand Women's Heart Center di Los Angeles, più che altro per capire “se è l'infiammazione a portare a problemi di sonno o il contrario”.

Fonte: Sleep

Cheryl Platzman Weinstock

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Cheryl Platzman Weinstock

20 Aprile 2018

© Riproduzione riservata

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