Ecco il testo della lettera aperta che il presidente della Fenagifar, Claudio Distefano, ha scritto al presidente della Fofi, Andrea Mandelli.
Preg.mo Presidente Dott. Mandelli,
Ti esprimo il vivo ringraziamento dei giovani farmacisti per la Tua opera instancabile ed i risultati raggiunti a difesa dei farmacisti italiani.
Mai come adesso siamo nell’occhio del ciclone.
È più che evidente che si gioca una partita dove politica, poteri economici ed imprenditoriali si sfidano e dove si è deciso, attraverso una irriverente opera di strumentalizzazione, di distruggere la nostra categoria.
A nostro parere è palese che l’obiettivo principale dei poteri forti è quello espropriare i farmacisti dalla “prestazione professionale”, relegando la dispensazione del farmaco ad un puro atto di “vendita” e, pertanto, riducendo la direzione della Farmacia ad un settore prettamente economico-commerciale, gestito quindi da chi vende (o, persino, produce) beni di consumo.
Inoltre, nell’immaginario collettivo la nostra categoria professionale viene logorata da continui proclami, comunicati e servizi giornalistici e televisivi con successivi provvedimenti politici ed amministrativi contrastanti. Con il risultato finale di dividere e creare tensioni interne anche e soprattutto tra le varie componenti della nostra professione.
Fenagifar si sforza di adempiere al proprio compito:
– informando correttamente e con continuità i colleghi;
– prendendo posizioni pubbliche nell’interesse dei giovani farmacisti che si affacciano al lavoro, ricercando equilibrio ed obiettività;
– intervenendo con propri documenti, senza interferire, se non richiesto, con l’azione istituzionale ordinistica o sindacale;
– riunendo e modulando le tensioni che arrivano dalla base dei giovani colleghi, cercando di esprimere una voce univoca che dia maggiore forza alle nostre richieste.
Riteniamo, tuttavia, che tutte queste iniziative non bastino; siamo convinti che è giunto il tempo che i farmacisti facciamo una “proposta” reale, unitaria, determinata e culturalmente motivata di forte rinnovamento da divulgare sia alla società civile sia al governo.
Io credo, infatti, che la pressione sui farmacisti non si allenterà fino a che le “vere” lobby capitalistiche non riusciranno ad “acquisire” anche la nostra professione, sopprimendola definitivamente.
Tutti noi, il Consiglio della Federazione, le Agifar locali, i nostri iscritti, pensiamo di poter portare un utile contributo di idee ed azioni e chiediamo di aver riconosciuto e valorizzato questo ruolo in un tavolo unitario che il Presidente della Fofi può e, a nostro parere, deve pretendere di costituire.
Siamo certi che le nostre preoccupazioni siano condivise e che si possa dare fiducia alle nostre proposte. In attesa di incontrarTi.
Il Presidente
Claudio Distefano