Parafarmacie: “Stupiscono affermazioni sottosegretario Polillo. Nessuna farmacia a rischio chiusura”
“Sulla base di questi dati, pubblicati tra l'altro dal ministero della Salute, stupisce sentire ancora oggi che con la liberalizzazione le farmacie – non potendo più contare sugli introiti derivanti dalla vendita dei farmaci di fascia C – sarebbero destinate al fallimento visto che i rimborsi della ASL avvengono dopo mesi. E che a dirlo sia stato ieri a Ballaro' il sottosegretario Polillo, francamente stupisce maggiormente”, aggiungono le associazioni affermando che “i soli e veri danneggiati oggi sono i 60 milioni di italiani che devono acquistare i farmaci ai prezzi di cartello della farmacia e i 63 mila farmacisti (80% del totale farmacisti) esclusi dalla possibilità di poter esercitare in autonomia la professione".
In un'ulteriore nota il Movimento nazionale dei liberi farmacisti sostiene, inoltre, che “i titolari di farmacia stanno perpetrando un colossale inganno al Governo e ai cittadini. Dichiarandosi contrari alla liberalizzazione della fascia C, ma disponibili all’abbassamento del quorum sino a 3.500 abitanti per farmacia, prendono in giro le Istituzioni e il Paese. L’obiettivo è quello di sempre: non cambiare nulla dell’attuale assetto monopolistico detenuto”. Secondo Mnlf, infatti, “con l’abbassamento del quorum a 3.500 non si aprirebbero che poche centinaia di farmacie, per la precisione 301 nei comuni con popolazione superiore a 70.000 abitanti. Gli italiani non si accorgerebbe nemmeno del cambiamento. Zero farmacie a Milano, Napoli Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Trieste. Una sola farmacia in più a Trento, Piacenza, Ancona, Brindisi, Varese. E’ questa la liberalizzazione del settore di cui ha bisogno il Paese? Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti crede proprio di no”.
“E’ inutile – aggiunge il presidente del Mnlf Vincenzo Devito – liberalizzare il prezzo dei farmaci di fascia C e dare la possibilità di fare sconti se non viene contestualmente liberalizzata la rete distributiva. Gli sconti non verranno fatti e i cittadini non ne riceveranno alcun vantaggio. Ben altri potrebbero essere i risultati in termini di investimenti (600/700 milioni di euro), nuova occupazione (7.000 nuovi posti) nuove aziende (3.500) se si liberalizzassero i farmaci con obbligo di ricetta ma non dispensati dal Ssn; 120 milioni di euro l’anno sarebbero risparmiati dai cittadini”.
11 Gennaio 2012
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