Fp Cgil: “Ok su assunzioni ma su controlli si continua sulla logica commissariale”
Nel dettaglio del provvedimento, i due dirigenti sindacali osservano che, per quanto riguarda il cosiddetto ‘nucleo della concretezza’, “proprio la differenziazione con le funzioni dell’ispettorato avvalora una lettura di tale organismo come una sorta di commissariamento generalizzato delle amministrazioni. Questo è il segno che non si crede nella capacità di autoregolazione delle pubbliche amministrazioni, così come conferma l’idea che il legislatore non sia in grado di produrre riforme che responsabilizzino i dirigenti, tutelando l’autonomia delle amministrazioni. Non si capisce, infatti, perché i rapporti del nucleo di valutazione ed i relativi verbali vadano inviati ai Prefetti”.
Quanto invece al tema assenteismo, videosorveglianza e rilevazione dei dati biometrici, Sorrentino e Martini affermano: “Il tema in discussione non è il contrasto all’assenteismo, né gli strumenti individuati, ma la modalità con la quale si interviene. Il Dpcm che prevederà l’attuazione della rilevazione biometrica e della videosorveglianza sarà, infatti, emanato su proposta del Ministro sentita la Conferenza unificata e il Garante della privacy. E i lavoratori? Lo Statuo dei lavoratori è tutt’ora in vigore e riteniamo inammissibile escludere il sindacato dalla discussione che attiene le procedure di controllo”.
Su questo tema, aggiungono, “c’è già molta giurisprudenza, anche europea, e non accettiamo che i rappresentanti dei lavoratori vengano esclusi da questa discussione. È un ritorno all’antico, ad una Pa che rinuncia ai processi di collaborazione per determinare efficacia e si comporta invece come un datore di lavoro cerbero e punitivo. Bisogna premiare chi compie il proprio dovere e non partire dall’idea che tutti siano colpevoli. I controlli si devono fare a garanzia degli onesti e dei cittadini ma attraverso accordi sindacali, perché non tutte le amministrazioni sono uguali e non tutti i lavori sono svolti allo stesso modo dai dipendenti”.
Sul tema della assunzioni, inoltre, Sorrentino e Martini sostengono: “Bene il turnover al 100% per le Funzioni centrali dello Stato e l’intervento sui fondi del salario accessorio che non possono essere stretti nella morsa tra produttività e nuove assunzioni. Ma quanto alla selettività del turnover i criteri individuati sono solo alcuni di quelli che possono rappresentare una priorità per le amministrazioni. Ricordiamo al ministro Bongiorno che anche questa è materia che fa parte del nuovo sistema di relazioni sindacali e del confronto con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. Infine manca un intervento sui fondi del salario accessorio che faccia saltare il tetto di spesa che vincola la dotazione dei fondi storicizzando la spesa al 2016″, concludono.
15 Settembre 2018
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Se la diagnosi è la solitudine, il medico deve ricorrere alla prescrizione sociale. Oms designa un centro per promuoverla

Gliflozine in farmacia. “Una rivoluzione gentile. Risparmio da 9,2 milioni in tre mesi e il 94% dei pazienti è soddisfatto”. Intervista al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato

La sanità pubblica (sempre più definanziata) perde terreno mentre avanzano privato e assicurazioni. Upb: “Il Ssn è sempre più un sistema ibrido”

Lecce. Intramoenia irregolare: visite private fuori Cup, arresti domiciliari per medico e infermiera

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari