Fazio: Farmaci on line? “Se ne può parlare”

Fazio: Farmaci on line? “Se ne può parlare”

Fazio: Farmaci on line? “Se ne può parlare”
Nel corso della sua partecipazione al Consiglio dei ministri europei della Salute, il ministro Ferruccio Fazio ha rilasciato dichiarazioni di apertura verso una possibile vendita dei farmaci on line anche in Italia come avviene in altri Paesi dell’UE. Una decisione che va presa con cautela secondo la Federazione degli Ordini dei farmacisti. Fedefarma si dichiarano disponibili a un confronto con il ministro.
 

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio apre alle farmacie on line? Le dichiarazioni del nostro responsabile della Salute hanno presto fatto il giro delle Agenzie di stampa ma la questione, in realtà ha radici piuttosto lontane. Già nei primi anni del secolo (ci riferiamo, ovviamente, al ventunesimo), la Corte di Giustizia europea fu chiamata a decidere sulla controversia che opponeva il Governo tedesco alla farmacia Doc Morris che effettuava vendite di medicinali on line. In quel caso la massima Corte  europea pose l’attenzione soprattutto sulla sicurezza di questa tipologia di distribuzione dei medicinali che doveva comunque rispondere ad alcuni criteri ben definiti: innanzitutto l’esistenza di una farmacia reale alla quale facesse capo il sito internet sul quale era possibile acquistare farmaci. Poi una serie di parametri qualitativi tra i quali l’appropriatezza delle confezioni, del trasporto e della consegna al malato o a un suo delegato. I farmaci in questione dovevano essere in possesso delle indispensabili autorizzazioni e registrazioni – necessarie nel Paese in cui il farmaco veniva consegnato! – ed andavano comunque assolutamente segnalate sia la necessità di  rivolgersi a un medico qualora fosse necessario, sia i rischi connessi all’utilizzo del farmaco.

A stretto giro, nel 2007, dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa venne adottata una risoluzione sulle “Buone pratiche di distribuzione postale dei medicinali” (la ResAP(2007)2) che ripercorreva in sostanza le indicazioni della Corte di Giustizia, aggiungendovi anche l’obbligo per chi intendesse vendere farmaci attraverso internet, di notificare effetti collaterali, interazioni, richiami e difetti di qualità dei farmaci distribuiti per via postale. Senza dimenticare un sistema efficace di gestione delle prescrizioni mediche per i farmaci che fossero stati soggetti a prescrizione.
Ma torniamo a oggi: secondo quanto affermato dal ministro Fazio in occasione del  Consiglio dei ministri della Salute UE, l’Italia potrebbe aprire una strada a questa forma di distribuzione on line, ma “a fronte di precise garanzie”. Che dovrebbero rispettare parametri assai rigidi. “Attraverso il web” ha avuto modo di ricordare il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, Andrea Mandelli “passano i fenomeni della contraffazione e dell’abuso. Occorre quindi  la massima cautela. Soprattutto nell’interesse dei cittadini”. Che peraltro dispongono già “di una grande offerta per l'acquisto di farmaci”. Ad affermarlo è stata Annarosa Racca, presidente della Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia. “Nel nostro Paese” ha rilevato Racca “esistono 17.500 farmacie diffuse capillarmente sul territorio nazionale senza contare i corner della grande distribuzione e le parafarmacie che possono vendere farmaci da banco senza ricetta”. “Il sistema italiano fino ad oggi ha funzionato bene” ha concluso Racca “arginando il fenomeno della contraffazione, grazie alla capacità di tracciare perfettamente il percorso dei medicinali. I farmacisti della Federfarma, però, sono disponibili a un confronto con il ministro se l’ipotesi fosse quella di aprire alla vendita online da parte delle 17 mila farmacie del territorio quindi con una garanzia alle spalle”.

05 Luglio 2010

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