Inps. Boeri vs M5S sui medici fiscali. Il presidente: “Medici non vogliono stabilizzazione”. La replica: “Male informato, si adoperi per rivalutare situazione”

Inps. Boeri vs M5S sui medici fiscali. Il presidente: “Medici non vogliono stabilizzazione”. La replica: “Male informato, si adoperi per rivalutare situazione”

Inps. Boeri vs M5S sui medici fiscali. Il presidente: “Medici non vogliono stabilizzazione”. La replica: “Male informato, si adoperi per rivalutare situazione”
Botta e risposta via lettera tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e i parlamentari del M5S. A inizio settembre i 5S chiedevano al presidente di stabilizzare i medici precari dell’Ente previdenziali. Pronta la risposta di Boeri che dichiarava come molti medici preferiscono mantenere uno status da “libero professionista”. Ma lo scorso 1 ottobre è arrivata la contro replica dei pentastellati: “è male informato perché la realtà dei fatti appare diversa”.

Polemica infinta tra il Movimento 5 Stelle e il presidente dell’Inps Tito Boeri sui medici fiscali Inps. La querelle ha inizio ai primi di settembre dove i portavoce M5s alla Camera dei Deputati Alessandro Melicchio, Riccardo Tucci e Francesco Sapia e il portavoce M5S al senato della Repubblica Giuseppe Fabio Audino scrivono una lettera al Presidente Boeri sulla situazione dei circa 2000 medici precari INPS, fiscali e convenzionati esterni, perché “l’azione del governo Conte è quella del contrasto al precariato e del riconoscimento della dignità lavorativa di chi presta il proprio servizio, ad iniziare da chi lo fa per gli enti statali”.
 
Pochi giorni dopo arriva la replica piccata di Boeri che critica tra l’altro i pentastellati di aver appreso della missiva prima dalla stampa. Ma a parte ciò Boeri scrive in primis di aver “chiesto al titolare della Funzione Pubblica un incontro da più di due mesi proprio per discutere la questione dei medici Inps e che il Ministro in questione, con somma dignità nell’interpretare il Suo e il mio ruolo, non mi ha sin qui accordato udienza”.
 
E poi precisa: “Ho anche il fondato sospetto che i diretti interessati, i medici a contratto con l’Inps, abbiano un’accezione diversa dalla Vostra del confine fra ciò che è degno e ciò che è indegno. Vedete, la possibilità di assumere a tempo indeterminato nei ruoli dell’Istituto – con regolare concorso – i medici cui affidare i nuovi compiti dell’Inps è stata prospettata nei numerosi incontri avuti con le organizzazioni sindacali dei medici. Posso dire che tale dignitosissima opportunità non è stata accolta con fervidi entusiasmi? A quanto pare, molti medici preferiscono mantenere uno status da “libero professionista” (dunque con orari di lavoro liberamente autodeterminati e con l’opportunità di mantenere altri rapporti professionali) richiedendo, contemporaneamente, di godere di istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato”.
 
Ma la fiction non finisce qui e pochi giorni fa è arrivata la controreplica del M5S. “Un’analisi attenta – si legge in una lunga lettera –  ci condurrebbe ad affermare che sia stato male informato perché la realtà dei fatti appare diversa (ovvero sulla volontà dei medici di non essere stabilizzati ndr.) . La invitiamo quindi a voler adoperarsi per rivalutare la situazione, partendo Risposta sulla richiesta di stabilizzazione medici Inps a contratto da quella contrattazione tra Inps e Organizzazioni Sindacali che era pur stata avviata ma poi stoppata dall’Istituto a maggio 2018 e che, a detta delle sigle CISL Medici, FESPA, FIMMG Settore INPS, SMI – Medicina Fiscale, SNAMI Medicina Fiscale, SUMAI e UIL-PA Settore Medici INPS nella nota di ringraziamento a noi portavoce M5S, che è stata inviata in copia anche a lei e ai Ministri interessati, consentirebbe all’Istituto un risparmio di spesa per il compimento delle attività e ai medici di ottenere un incarico stabile, dignitosamente remunerato, dotato delle tutele indispensabili per ogni lavoratore. È imprescindibile, infine, che nelle consultazioni programmate o da programmare per risolvere il problema ci sia il pieno coinvolgimento delle categorie interessate. Impegniamoci, Presidente, facciamo vedere, tutti insieme, che qualcosa è cambiato”.

05 Ottobre 2018

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